Conus (Lithoconus) hungaricus (Hoernes & Auinger, 1879)
Kalloconus hungaricus
Kalloconus pseudohungaricus (Harzhauer & Landau, 2016)
Conus gulemani (Erunal-Erentoz, 1958)
Descrizione
e caratteristiche:
Questo
Conus è tozzo, piuttosto largo rispetto all’altezza. Le
spire sono leggermente, ma visibilmente elevate, talvolta soprattutto
all’inizio. Le singole spire sono di solito piatte, a volte anche
un po’ convesse, la svolta finale è concava con una leggera
depressione, appena percettibile. Negli esemplari ben conservati, le
spire sono percorse da strie fini trasversali. Il bordo periferico è
arrotondato, e si riduce uniformemente verso la base, in modo che il
profilo è quasi piatto, solo leggermente convesso. Anche la base
dell’ultima spira è ricoperta da numerose finissime strisce
orizzontali appena percettibili.
Il Conus hungaricus è una specie problematica. Hoernes & Auinger (1879) hanno basato la loro descrizione su esemplari, che, secondo Harzhauser & Landau, rappresentano tre specie differenti. Sfortunatamente, hanno considerato l'esemplare da Coşteiu de Sus, illustrato da loro come tav. 4, fig. 1, come esemplare caratteristico. Questo esemplare, tuttavia, ha spirali concave e striate e spalla nettamente angolata (come un secondo esemplare nel lotto tipo). Harzhauser & Landau ritengono che questo esemplare rappresenti un Monteiroconus daciae (Hoernes & Auinger, 1879) (3).
Il secondo esemplare illustrato da Hoernes & Auinger (1879, tav.2, fig.6) e altri esemplari dal bacino di Vienna, differiscono notevolmente da quegli esemplari nella loro spalla arrotondata e spire lisce e debolmente convesse. Tutti gli autori successivi hanno identificato questo morfotipo come Conus hungaricus. Hoernes & Auinger (1879) non hanno designato un esemplare tipo secondo la nostra comprensione moderna e quindi Harzhauser & Landau hanno selezionato il sintipo illustrato da loro come fig. 10 B, da Coşteiu de Sus (Romania), come lectotipo del Conus hungaricus (3).
In Passato, a causa della situazione ambigua, Bałuk (1997) aveva sinonimizzato il Conus daciae e il Conus hungaricus(3).
Anche se i subadulti M. daciae ricordano morfologicamente di Kalloconus hungaricus, quest’ultimo differisce dal M. daciae per l’ultimo giro ventricoso e per la curva sottosuturale più superficiale (3).
Conus hungaricus
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Conus gulemani (Erunal-Erentoz, 1958)
Conus gulemani
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Scale bars: 1 cm. |
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Kalloconus pseudohungaricus (Harzhauer & Landau, 2016)
Description. Robust, medium-sized shells; spire depressed and conical with low coeloconoid early whorls. Spire whorls nearly flat, smooth; last spire whorl forming a very shallow concavity close to the prominent, subangulate shoulder. Suture narrow but deeply incised. Subsutural flexure deep, strongly curved, strongly asymmetrical. Last whorl rapidly contracting, straight sided; position of maximum diameter close below shoulder. Lower third of last whorl with weak spiral grooves. Aperture narrow, with subparallel margins, only weakly broadening towards siphonal canal. Siphonal fasciole weak; siphonal canal moderately long, weakly reflected. Highly variable colour pattern consisting of broad flammulae on spire whorls and spirally arranged rows of small to moderately large subquadrate blotches on last whorl; delicate spirals of small dots may be intercalated; large blotches are indistinct (3).
Queste conchiglie sono robuste e di medie dimensioni; La spira è depressa e conica con le prime spire basse. Spirali quasi piatte, lisce; l’ultima spirale che forma una concavità molto superficiale vicino alla spalla, prominente e subangolata. La sutura è stretta ma profondamente incisa. La curva subsuturale è profonda, fortemente curva, fortemente asimmetrico. L’ultima spirale si contrae rapidamente, mantenendo un profilo dritto; la posizione del diametro massimo si trova poco al di sotto della spalla.
Nel terzo inferiore dell'ultima spirale sono presenti deboli scanalature a spirale. L’apertura è stretta, con margini subparalleli, solo debolmente allargati verso il canale sifonico. Fasciole sifonale debole; canale sifonico moderatamente lungo, debolmente riflesso.
Modello di colore altamente variabile costituito da ampie flammule sulla spira e da file macchie subquadrate di dimensioni da piccole a moderatamente grandi, disposte a spirale sull'ultima spirale; possono essere intercalate delicate spirali formate da piccoli punti; le grandi macchie sono indistinte (3).
Gli esemplari di Lăpugiu de Sus (Romania) furono confusi da Hoernes & Auinger (1879) e classificati come Kalloconus hungaricus, da cui si differenziano per la loro ultima spirale conica con lati dritti e la spalla più stretta.
Inoltre, il vistoso modello di colore non è presente nel K. hungaricus.
Il Conus trigonulus (Grateloup, 1835), del Miocene inferiore del bacino dell'Aquitania, è simile solo in apparenza, ma differisce per la spalla angolata e l'apertura ad apicale angolata.
Il Conus parvicaudatus (Sacco, 1893), del Burdigaliano delle Colline Torinesi, sviluppa un modello cromatico comparabile ma differisce per la spalla angolata e la profonda costrizione dell'ultima spirale.
Il Kalloconus tietzei (Hoernes & Auinger, 1879) è molto simile per il profilo generale ma differisce per la sua spira celoconoide, la fasciola sifonica contorta, il canale sifonale più ampio e il vistoso motivo cromatico formato da di numerosi trattini stretti.
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Bibliografia
Consultata
(3) - Harzhauser, Mathias & Landau, Bernard, 2016, A revision of the Neogene Conidae and Conorbidae (Gastropoda) of the Paratethys Sea, Zootaxa 4210 (1), pp. 1-178: 106-108 Kalloconus hungaricus