Conus (Lautoconus) ventricosus (Gmelin, 1790)
Conus (Lautoconus) mediterraneus (Hwass in Bruguière, 1792)
Conus (Lautoconus) ventricosus (Bronn, 1831) - Pliocene
Elenco alfabetico dei conus viventi (Filmer): http://theconecollector.com/lib/docs/filmer/
Descrizione
e caratteristiche:
Nel corso degli anni sono state individuate varie forme del Conus mediterraneus, che alcuni autori ritennero in passato di poter dividere in specie diverse; altri autori, tra cui Sacco (1), tendono a ritenerle tutte come semplice varietà di una specie sola multiforme e variabilissima, tanto che Melone ritenne che non si possano prendere in considerazione tutte le varietà sistematiche del Conus mediterraneus, presentando, questo gasteropode, una eccezionale variabilità difficile da spiegare, ma del tutto possibile ed accettabile (3).
E’ una conchiglia robusta, con spira conica più o meno elevata. I giri sono ornati da strie spirali, che non sempre sono conservate. La colorazione, non sempre presente negli esemplari fossili, consiste in macchie ocracee sinuose, larghe e disposte in modo irregolare, ma, come sopra detto, può essere molto variabile. L’ultimo giro è percorso la linee spirali lungo le quali puntini o trattini di colore marrone, verde oliva, si alternano a trattini di colore bianco.
Sembra che lo svolgersi in altezza della spira sia indice di ambiente salmastro o quanto meno di acque basse con ridotto scambio con il mare aperto(13), ovvero acque poco salate e molto calcaree.
Il Conus ventricosus e il Conus guanche si sono differenziati da un antenato comune circa 17 MYA (27): questo antenato comune potrebbe essere il Conus taurorectus var. proappenninica dell’Oligocene. E’ difficile poter risalire ad un antenato precedente, ma un buon candidato potrebbe essere il Conus oloformis (De Gregorio, 1880) dell’Eocene Italiano.
Marco Oliverio: Dalle prime analisi ci vengono fuori almeno due "gruppi genetici" (=specie?) in Mediterraneo, uno rappresentato da alcuni esemplari dell'Egeo e da uno della Corsica e una a più ampia diffusione comprendente anche i conetti di Djerba (Gabès). Non abbiamo ancora analizzato materiale della Spagna meridionale, dell'area di Gibilterra, di Lampedusa (desidiosus-like), di Porto Palo di Menfi (desidiosus-like 2), né di Faro (Portogallo) Scriverò ad Antonio Monteiro che conosco bene ... magari può provvedermi materiali in alcohol. Appena abbiamo qualche grafico presentabile te li mando così mi dai una tua opinione |
Edward Petuch (e-mail) great!-----there seem to be several areas of speciation in the Mediterranean, correlating with isolated basins that formed when sea levels dropped during the Pleistocene; the Mediterranean was essentially 4 or 5 separate smaller seas then------each of these had different oceanographic conditions (warmer in the Aegean Basin, colder in the Alboran Basin, etc.) and these accelerated the evolution of at least 10 species of Lautoconus-----I am discussing this in detail in my upcoming book on marine molluscan biogeography-----I have some really odd (strani) Lautoconus from Sicily, including the flat-spired (with obvious coronations) emisus (and form marmoratum) and several other different forms from the Aegean area (trunculus from Cyprus) and the Turkish coast (pretunculus)----also several from Crete and the Gulf of Gabes (the true vayssieri and rubens) and the Adriatic Sea (adriaticus)-----also desidiosus, which has been proven to be a valid taxon-----the earlier workers (Locard, Pallary, Adams, etc.) did really good work and were excellent observers; they deserve a lot of credit for having spotted the subtle differences between the members of this species complex-----I also recognize guanche nitens as a valid taxon and I think that Tenorio was not using the correct gene loci when he said that all of the Canary Islands cones were simply variants of guanche----same with saharicus, which he does not recognize as valid (even though the species is geographically isolated and does not look like regular guanche!)------synonymizing all of these sibling species under a single ventricosus is wrong-----also, humans and chimpanzees share 97% of their DNA-----if you were going to differentiate a human from a chimp, which gene loci would you use to separate the 2 species?-----same with these cones; I have a feeling that they are not finding the correct genes to use for differentiating closely-related species----and using mitochodrial DNA is also not very good; autosomal DNA loci are much more accurate |
Alessandro Zanzi Il tuo discorso è molto interessante e concordo pienamente che tanti paleontologi fossero eccellenti osservatori, cosa a cui oggi tanti danno una importanza minore. Sono d’accordo con te sulla possibile esistenza nel Mar Mediterraneo di specie differenti, legate al Conus ventricosus e sulla validità del Conus saharicus come specie. Se ti può interessare, il Prof. Marco Oliverio aveva assegnato una tesi di Laurea sull’analisi del DNA di varie popolazioni di Conus ventricosus e mi aveva confidato che dalle prime analisi vengono fuori almeno due "gruppi genetici" in Mediterraneo, uno rappresentato da alcuni esemplari dell'Egeo e da uno della Corsica. Non è inoltre da trascurare il fatto che, oltre al Conus ventricosus, è sopravvissuto nel Mar Mediterraneo anche il gruppo formato da Conus striatulus, Conus striatulus taurinensis e Conus parvus. A mio parere, il Conus striatulus e il Conus striatulus taurinensis, presenti nelle isole Baleari, nell’Adriatico, in Sicilia e in Grecia, si sono mantenuti praticamente identici alla specie fossile, mentre il Conus parvus potrebbe avere dato origine a specie nuove, Puglia e Golfo di Gabes. Un discorso a parte è da fare per i Conus del Canale di Sicilia. Per quanto riguarda il Conus desidiosus, argomento principale del mio articolo, io conosco esclusivamente il lectotipo definito da Adams. Your arguments are very interesting and I fully agree that many paleontologists were excellent observers; currently the observations are almost neglected. I agree with you on the possible existence in the Mediterranean Sea of different species, related to Conus ventricosus and the validity of Conus saharicus as a species. If you are interested, Prof. Marco Oliverio ( marco.oliverio@uniroma1.it ) had assigned a thesis on the analysis of the DNA of various populations of Conus ventricosus and he wrote me an email in which he told me that from the first analyzes there are at least two "genetic groups" in the Mediterranean, one represented by some specimens from the Aegean Sea and one from Corsica. Also not to be overlooked is the fact that, in addition to the Conus ventricosus, the group formed by Conus striatulus and Conus striatulus taurinensis also survived in the Mediterranean. In my opinion, Conus striatulus and Conus striatulus taurinensis, present in the Balearic islands, in the Adriatic, in Sicily and in Greece, have remained practically identical to the fossil species. A different argument is related to the Conus present in the Sicilian Channel, at depths of about 200 m .: these specimens are not related to Conus ventricosus and, in my opinion, represent other fossil species that survived extinction. I hope you will be able to draw inspiration from the files that I enclose; however, you consider that they are only personal notes and that they are simple observations that are not necessarily correct. I have interpreted the thought of Tenorio on Conus guanche in a different way: I think that Conus guanche and Conus ventricosus have differentiated about 17 MYA (“Patterns of Cladogenesis in the Venomous Marine Gastropod Genus Conus from the Cape Verde Islands” REGINA L. CUNHA, RITA CASTILHO, LUKAS R. UBER, AND RAFAEL ZARDOYA); fossil specimens of Conus conoponderosus indicate that Conus guanche has remained unaltered until the present time, while other species have differentiated from Conus guanche, but this is only my hypothesis, I am not able to interpret data based on DNA analysis. |
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Figs. from (28)
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The Pleistocene Conidae (Mollusca: Gastropoda) from the island of Rhodes (Greece) and their palaeoecological significance PSARRAS, MERLE, MOISSETTE, KOSKERIDOU https://sciencepress.mnhn.fr/en/periodiques/geodiversitas/46/11
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Conus ventricosus subvar. rhodesensis |
[AZRC 547-16] |
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Sicilia, Sardegna, Grecia
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Conus galloprovincialis Holotype MNHN 30 x 16 mm.
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[AZRC N. 547-40] |
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[AZRC N. 547-51] |
[AZRC N. 286-01] |
[AZRC N. 547-17] |
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Link:
http://www.marinespecies.org/aphia.php?p=taxdetails&id=428401
Distribuzione geografica del Conus mediterraneus
Esemplari di Conus mediterraneus di Lampedusa
Musei in cui sono conservati i tipi
Confronto tra Conus del Mediterraneo e Conus fossili
Conus desidiosus (A. Adams. 1854)
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[Holotype BMNH 24,1 mm. – Africa Occidentale] |
Conus desidiosus è una specie dell’Africa Occidentale e non è una forma africana occidentale del Conus mediterraneus. Spesso è confusa con morpha del Conus mediterraneus e con esemplari presenti ad esempio a Lampedusa, ma identificabili come Conus aff. ventricosus. Nel 1994 è stato scoperto un insediamento di Conus guanche nel mare di Porto Palo di Menfi (Agrigento), erroneamente indicati da G. Raybaudi come Conus cf. desidiosus. La scultura alla base del Conus desidiosus è più grossolana.
Il Conus desidiosus potrebbe collegato al Conus aquitanicus, ma discende sicuramente dal Conus canaliculatus. |
Grecia [AZRC N. 286-01]
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Esemplari con questa caratteristica colorazione, a causa della forma affusolata, sono anche indicati come Conus desidiosus, ma si tratta di una varietà di Conus ventricosus, in particolare Conus venticosus striatus. |
Conus striatus (Gaglini in Settepassi, 1985)
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Conus ventricosus mm. 20,4 x 11,1 Istria - 2005 [AZRC N. 547-16] |
Conus ventricosus mm. 22,6 x 11,2 Croazia - 2003 [AZRC N. 547-17] |
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Conus ventricosus mm. 27,6 x 16,2 Tyris - Grecia [AZRC N. 547-51] |
Conus ventricosus mm. 28,8 x 12,6 Tyris - Grecia [AZRC N. 286-01] |
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Conus ventricosus mm. 28,8 x 12,6 Tyris - Grecia [AZRC N. 286-01] |
Conus ventricosus mm. 27,6 x 16,2 Tyris - Grecia [AZRC N. 547-51] |
Conus ventricosus mm. 22,6 x 11,2 Croazia - 2003 [AZRC N. 547-17] |
Conus ventricosus mm. 20,4 x 11,1 Istria - 2005 [AZRC N. 547-16] |
Conus vayssieri (Kobelt, 1906)
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Conus vayssieri è specie considerata valida tipica del Golfo del Gabes: era considerata subfossile o più probabilmente fossile neogenico, ma i ritrovamenti sempre più numerosi la indicano come specie vivente.
Nella sua descrizione, Pallary fa riferimento a una sottospecie di C. ventricosus con la spira particolarmente bassa, quasi piatta, con un apice la cui forma è molto particolare e indica la larghezza del guscio in corrispondenza dell'estremità superiore del labbro. Il colore di fondo della conchiglia è biancastro, con un'ampia fascia submediana bianca sull'ultima spirale, i cui confini non sono ben definiti, e con o senza linee longitudinali di colore arancione, che seguono linee di crescita o che possono essere molto irregolari. Monterosato riporta che Dautzenberg ha ricevuto alcuni esemplari di Conus vayssieri completamente bianchi (Pallary, 1906)
“Questo cono è molto più grande: oltre alla sua forma e spessore, è soprattutto il suo colore e la sua banda scarsamente visibile, quasi nulla. Dautzenberg ne ha ricevuti esemplari completamente bianchi” Monterosato
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Conus vayssieri (Kobelt (20) ,1906)
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cfr. vayssieri [547-36] |
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cfr. vayssieri [547-36] |
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L’esemplare mostrato sopra, ai lati del Conus vayssieri, mostra caratteristiche tipiche del Conus vayssieri, come l’ampiezza dell’apertura in corrispondenza della spalla e della base, l’ampia fascia bianca trasversale a metà dell’ultimo giro e l’allargamento dell’ultimo giro al di sotto della metà dell’ultimo giro stesso. La spira, invece è particolarmente alta e la colorazione presenta i tipici trattini trasversali di colore marroncino, alternati a trattini di colore bianco.
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Djerba, near Cheikh Yahya, at very low tide 2018 |
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Djerba, near Cheikh Yahya, at very low tide 2018 |
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L’esemplare ai lati del Conus vayssieri ha la spira proprio come quella del Syntype mostrato nella immagine centrale e nella colorazione presenta lunghi tratti di colore bianco trasversali. L’apertura, invece, non è altrettanto ampia e l’ultimo giro è più ventricoso. Questo e l’esemplare 547-36 mostrato sopra rappresentano probabilmente due ibridi tra il Conus vayssieri e il Conus ventricosus, oppure varietà del Conus vayssieri.
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Altri esemplari
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Conus vayssieri Unjonch (Tunisia) Frank Swinnen – 2002
This specimen is more elongated than typical Conus vayssieri, however it has a discreet widening of the last whorl towards the base, the spire is low and pointed and the coloration is absolutely similar to that of the Syntype MNHN.
These considerations suggest that I consider it a Conus vayssieri
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Conus vayssieri Djerba (Tunisia) Frank Swinnen
This other specimen looks a little different, with the opening wider towards the shoulder, but observing it well and evaluating that also Conus vayssieri has a good variability, I think I am not mistaken in identifying this specimen as Conus vayssieri as well.
A similar coloring is also found in Sardinian specimens. |
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Conus vayssieri var. ossea
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Conus vayssieri var. ossea mm. 21 Djerba
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(Paolo Russo)
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Altri Conus provenienti dal Canale di Siciia
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Canale di Sicilia –70 m. |
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Esempi di colorazione
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Conus mediterraneus mm. 33,8 x 17,3 agosto 2002 - Sa Mesa Longa (Sardegna) [AZRC N. 547-00] |
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Conus mediterraneus mm. 31,9 x 17,5 agosto 2002 - Alghero (Sardegna) [AZRC N. 547-01] |
Conus mediterraneus mm. 20,4 x 11,1 Istria – 2005 [AZRC N. 547-16] |
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Conus mediterraneus mm. 23,0 x 12,0 Kerkennah (Tunisia) – 2002 [AZRC N. 547-15] |
Conus mediterraneus mm. 46,0 x 24,6 Campomarino (Puglia) – 03/04/2010 [AZRC N. 547-28] |
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Conus mediterraneus mm. 32,3 x 20,2 Villasimius (Cagliari) – 2011 [AZRC N. 547-32] |
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Conus mediterraneus cretheus mm. 20,2 x 10,5 – 2010 Giorgino (Cagliari) - Sardegna [AZRC N. 547-33] |
Conus striatulus var. taurinensis 26,2 x 14,3 mm. Ormos Panagias (Grecia) – 1982 [AZRC N. 547-35] |
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Conus mediterraneus subviridis 26,2 x 15,0 mm. Villasimius (Cagliari) – 2011 [AZRC N. 547-31] |
Conus mediterraneus cfr. vayssieri 28,3 x 15,2 mm. Sidi Ali el Mekki (Tunisia) – 1993 [AZRC N. 547-36] |
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Conus mediterraneus striatus mm. 28,8 x 12,6 Tyros - Grecia [AZRC N. 286-01] |
Conus striatulus var. taurinensis 26,2 x 14,3 mm. Ormos Panagias (Grecia) – 1982 [AZRC N. 547-35] |
Linee di accrescimento
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Andamento delle linee di crescita
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Andamento delle linee di crescita
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E’ un Conus striatulus var. taurinensis, ma corrisponde alla descrizione data per il Conus chersoideus: potrebbe essere simile all’esemplare che è servito per definire il Conus chersoideus ?
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Conus mediterraneus ( Conus chersoideus ) mm. 14,3 x 7,8 Villagrazia di Carini (Sicilia) - 1976 [AZRC N. 547-07] [ cfr. Conus mediterraneus alticonica (Fossile) ]
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Conus mediterraneus cretheus mm. 20,2 x 10,5 – 2010 Giorgino (Cagliari) - Sardegna [AZRC N. 547-33] |
Conus mediterraneus var. fusca
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Conus mediterraneus (Hwass in Bruguière, 1792) Conus mediterraneus var. fusca (Bucquoy, Dautzenberg & Dollfus, 1883) 24,4 x 11,3 mm. – Villasimius (Cagliari) spiaggiato – 2010 [AZRC 547 – 24]
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Conus galloprovincialis (Locard, 1886) Conus mediterraneus var. acuta (Requien, 1848)
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Conus galloprovincialis Holotype MNHN 30 x 16 mm.
Locard, A. (1886). Prodrome de malacologie française. Catalogue général des mollusques vivants de France. Mollusques marins. Lyon: H. Georg & Paris: Baillière https://www.biodiversitylibrary.org/page/10831012#page/13/mode/1up
Conus mediterraneus, Pars auct. — Bruguiere, 1789. Encycl. meth., Vers., pl. CCCXXX, fig. 5. — Philippi, 18T0. Enm. moll. Sic.,l, pi. XII, fig. 20, 21. — Kiener, 1848. Coqj. viv. Cônes., pl.LVI, fig. 1, c.d. — Bucquoy, Daiilzenberg et Dollfus,1882. Moll. Rouss., pl. XIII, fig. 14, I5, 18, 19, 21.
Les coquilles marines des côtes de Corse https://www.persee.fr/docAsPDF/linly_1160-6398_1900_num_46_1_4095.pdf
Habitat, — C. C. Un peu partout, Ajaccio, Bastia, Piétranera, Propriano, Tizzano, etc., zone littorale.
Observations. — Cette espèce, absolument distincte des précédentes (Conus submediterraneus) se reconnaît facilement : à son galbe beaucoup plus étroitement allongé; à sa spire plus haute et plus conique; à son dernier tour, plus grêle, moins trapu, etc. Comme elle nous paraît être presque aussi commune en Corse que le Conus Mediterraneus on peut supposer que Payraudeau a confondu ces deux formes. Requien l'a considérée comme simple variété acuta. On peut observer chez le Conus Galloprovincialis les mêmes variations ex-forma et ex-colore que chez le G. Mediterraneus. Chez la var. minor, comme dans le jeune âge, les différenciations entre ces deux espèces sont encore plus tranchées. Notre plus grand échantillon provient de Baslia et mesure 32 millimètres de hauteur, pour 16 de diamètre; sa coloration est d'un fond roux un peu rosé, légèrement marbré, mais linéolé de roux sombre. Nous signalerons une autre var. lineolata, chez laquelle le fond est d'un roux jaunacé, verdâtre, faiblement nuancé de brun roux, très nettement linéolé avec une teinte plus foncée que le fond.
Questa specie, assolutamente distinta dalle precedenti (Conus submediterraneus) è facilmente riconoscibile: per la sua curva molto più strettamente allungata; alla sua cuspide più alta e conica; nel suo ultimo giro, più snello, meno tozzo, ecc. Poiché ci sembra comune in Corsica quasi quanto il Conus Mediterraneus, possiamo presumere che Payraudeau abbia confuso queste due forme. Requien la considerava una semplice varietà acuta. Le stesse variazioni ex-forma ed ex-colore possono essere osservate nel Conus Galloprovincialis come nel C. Mediterraneus. var. minore, come nella giovane età, le differenziazioni tra queste due specie sono ancora più nette. Il nostro esemplare più grande viene da Baslia e misura 32 millimetri di altezza, per 16 di diametro; il suo colore è un fondo rosso leggermente rosato, leggermente marezzato, ma rigato di rosso scuro. Segnaliamo un'altra var. lineolata, in cui lo sfondo è rosso giallastro, verdastro, leggermente sfumato di bruno rossastro, lineaolato molto chiaramente con una sfumatura più scura dello sfondo
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Conus mediterraneus galloprovincialis var. minor mm. 25,6 x 13,4 – 08/2011 Matzaccara - Sardegna [AZRC N. 547-38] |
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Conus hanley Sowerby II 1857 34,6 x 20,6 mm. – Ormos Panagias (Grecia) – 1982 [AZRC 547 – 34]
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Conus mediterraneus humilis mm. 23,2 x 11,9 – agosto 2011 Matzaccara - Sardegna [AZRC N. 547-40]
Nella descrizione si parla del colore grigiastro della conchiglia.
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Conus mediterraneus mastus mm. 17,7 x 10,2 – agosto 1976 Alghero (Sardegna) [AZRC N. 547-12] |
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Conus mediterraneus persistens mm. 24,6 x 12,7 – 2011 Matzaccara - Sardegna [AZRC N. 547-46]
La caratteristica di questa varietà sono le fasce longitudinali di colore arancio.
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Conus mediterraneus (Hwass in Bruguière, 1792) 32,3 x 20,2 mm. – Villasimius (Cagliari) – 2011 [AZRC 547 – 32]
La spira è conica, la conchiglia è leggera, striata, di color zafferano, ricoperta da punti e macchie di colore rossastro: il colore dell’ultimo giro può far pensare a questa varietà.
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Conus ventricosus
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Conus ventricosus 17,2 x 8,5 mm. Villasimius (Cagliari) spiaggiato – 2011 [AZRC 547 – 26]
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Conus ventricosus ??
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Conus ventricosus 20,9 x 11,5 mm. – Nardò (Puglia) – 13/09/2008 3 m. [AZRC 547 – 29] [Le linee alla base sono incise] |
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Conus cfr. vayssieri
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Conus mediterraneus cfr. vayssieri 28,3 x 15,2 mm. – Sidi Ali el Mekki (Tunisia) – 31/07/1993 [AZRC 547 – 36]
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Conus mediterraneus giovani.
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Conus mediterraneus young mm. 6,8 x 3,8 Villagrazia di Carini (Sicilia) [AZRC N. 547-06] |
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Conus mediterraneus young mm. 6,5 x 3,0 Marocco – 80 m. [AZRC N. 547-57] |
Conus ventricosus mm. 7 Siracusa – 70 m. |
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Conus ventricosus 8 mm. Milazzo 22 m. |
Is. Giglio |
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Conus ventricosus 8 mm. Milazzo 22 m. |
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Conus ventricosus 8 mm. Milazzo 22 m. |
Conus ventricosus mm. 7 Siracusa – 70 m. |
Conus mediterraneus young mm. 6,5 x 3,0 Marocco – 80 m. [AZRC N. 547-57] |
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Conus ventricosus 8 mm. Milazzo 22 m. |
Conus ventricosus mm. 7 Siracusa – 70 m. |
Conus ventricosus mm. 6,8 x 3,8 Villagrazia di Carini [AZRC N. 547-06] |
Conus ventricosus mm. 6,5 x 3,0 Marocco – 80 m. [AZRC N. 547-57] |
Savudrija (5-10 m. profondità) circa 3 mm. |
Cavtat (circa 10 m. profondità). Sono di circa 2,5 mm. |
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Conus mediterraneus
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Conus mediterraneus young mm. 7,8 x 4,4 Alghero (Sardegna) [AZRC N. 547-11] |
Conus mediterraneus var. alba
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Conus mediterraneus var. alba mm. 8,1 x 5,7 Alghero (Sardegna) [AZRC N. 547-19]
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Immagini rapportate alle dimensioni effettive
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Conus ventricosus Porto Cesareo – 30 m. |
mm. 47,2 Alcudia bay (José Juárez Ruiz) |
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Conus ventricosus var. pallida 46,0 x 24,6 547-28 |
Conus ventricosus var. major / noeformis / subviridis 43,4 x 21,0 547-27 |
35,9 x 20,0 547-71 |
Conus hanleyi 34,6 x 20,6 547-34 |
34,5 x 21,5 elpus 547-20 (A - Turchia) |
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33,8 x 17,3 emisus / lineolatus 547-00 |
33,6 x 19,7
547-23 |
33,2 x 18,8
547-53 |
32,3 x 20,2 phegeus 547-32 |
32,3 x 21,0
547-60 |
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31,9 x 17,5
547-01 |
31,4 x 18,3
547-21 (Israele) |
31,0 x 18,1 mm.
547-55 (Barcellona) |
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29,8 x 15,5 mm.
547-63 (S. Lucido) |
28,8 x 12,6 mm. Conus striatus 547-51 (Grecia) |
28,6 x 12,6 mm.
547-62 (Tunisia) |
28,3 x 13,5
547-70 (Maiorca) |
28,3 x 15,2 mm. cfr. vayssieri 547-36 (Tunisia) |
28,0 x 13,7 mm.
547-39 (Sardegna) |
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27,8 x 13,0 mm.
547-37 (Sardegna) |
27,7 x 16,4 mm.
547-52 (Cipro) |
27,6 x 16,2 mm. Conus striatus 547-51 (Grecia) |
27,5 x 14,6 mm. Conus submediterraneus 547-25 (Cagliari) |
27,4 x 12,9 mm.
547-41 (Sardegna) |
26,7 x 13,2 mm.
547-59 (Algarve – Portogallo) |
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26,7 x 12,5 mm.
547-72 (Arbus - Sardegna) |
26,6 x 13,5 mm.
547-47 (Sardegna) |
26,5 x 13,8 mm. humilis 547-44 (Sardegna) |
26,2 x 15,0 subviridis 547-31 |
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25,8 x 13,4 mm. ater 547-56 (Porto Cesareo) |
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25,7 x 14,2 mm. Considerato erroneamente desidiosus 547-59 (Algarve – Portogallo) |
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25,6 x 13,4 mm. galloprovincialis var. minor 547-38 (Sardegna) |
25,5 x 13,0 mm.
547-42 (Sardegna) |
24,6 x 12,7 mm. persistens 547-46 (Sardegna) |
24,4 x 11,3 mm. var. fusca 547-24 (Cagliari) |
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24,0 x 12,7 mm.
547-45 (Sardegna) |
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23,9 x 13,0 mm. lineolatus 547-48 (Tunisia) |
23,5 x 12,8 mm.
547-50 (Croazia) |
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23,6 x 13,7 mm.
547-61 (S. Lucido) |
23,6 x 11,7 mm.
547-43 (Sardegna) |
23,3 x 13,8 mm.
547-65 (Campomarino) |
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23,2 x 11,9 mm. humilis 547-40 (Sardegna) |
23,0 x 12,0
547-15/396656 (Tunisia) |
22,6 x 11,2 var. striatus 547-17/373752 (Croazia) |
22,2 x 10,6
547-64 (Tunisia) |
21,3 x 11,6 547-66 (Campomarino) |
21,2 x 11,8
547-54 |
20,4 x 11,1 amigus / striatus 547-16/373107 (Istria) |
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20,2 x 10,5 cretheus 547-33 |
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18,3 x 9,7 547-68 (Terragona) |
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17,8 x 9,1
547-69 (Terragona) |
17,7 x 10,2 mastus 547-12 |
17,2 x 8,5 var. pretunculus 547-26 |
17,2 x 8,5 striatus 547-14 |
16,4 x 8,5 547-67 (Terragona) |
8,1 x 6,7 var. alba 547-19 |
7,8 x 4,4
547-11 |
6,8 x 3,8
547-06 |
6,5 x 3,0
547-57 |
4,0 x 2,2
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Conus ventricosus fossile
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Conus ventricosus mm. 34,6 x 18,6 Pliocene – Certaldo [AZFC N. 247-00]
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Conus ventricosus (Bronn, 1831) Lectotype MCZH 8231 mm. 54 x 32 Pliocene - Castell’arquato
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Conus ventricosus [ 36,0 x 17,2 mm.] Tetuan - Pliocene [AZFC N. 247-02]
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Confronto fossile - recente
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Conus mediterraneus mm. 34,6 x 18,6 Pliocene – Certaldo [AZFC N. 247-00] |
Conus mediterraneus mm. 33,8 x 17,3 – agosto 2002 Sa Mesa Longa (Sardegna) [AZRC N. 547-00] |
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Conus mediterraneus var. alticonica mm. 25,3 x 12,0 Pliocene – Pietrafitta [AZFC N. 198-06] |
Conus mediterraneus mm. 22,6 x 11,2 Savudrija (Croazia) – 2003 [AZRC N. 547 - 17 – Conchology 373752] |
Distribuzione:
Nel Miocene è segnalato in Piemonte, nel Serravaliano dei Colli Torinesi e nel Tortoniano di Stazzano, S. Agata e Montegibbo.
Nel Pliocene è comune nel bacino del Mediterraneo.
Nel Pleistocene è rinvenuto nel Selinuntiano di Toscana, Lazio e Sicilia. E’ una specie tuttora presente.
Sinonimi e varietà
◊ = non figurata dall’autore
Nome |
Immagine di riferimento |
Autore |
Riferimenti |
Descrizione e note |
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Conus mediterraneus var. acuminata |
◊ |
Coen, 1933
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Memorie R. Comit. talassogr. ital. (192): p. 70, not figured. Adriatico |
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Conus mediterraneus var. acuta = Conus galloprovincialis |
◊◊◊◊ |
Requien, 1848 |
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Sinonimo di Conus galloprovincialis
Catalogue des Coquilles de L’Ile Corse (Corsica): p. 86, no. 614, not figured
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Conus adriaticus |
(25) |
Nardo, 1847
Sinon. Moderna, pt. 2: p. 39/40, sp. 3, figs. 505 - 506
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[AZRC N. 547-52] Cipro Questo esemplare potrebbe essere simile. |
Testa conica, cinereo-albida, fascia una transversa et altera supraspiralis anfractus, distinta. La spira è conica. è di colore grigio biancastro, ha una fascia trasversale ed una sulla spalla (6). Golfo di Venezia |
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Conus mediterraneus var. alalmus |
◊ |
De Gregorio, 1885 |
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Barbary, (North Africa)
Boll. Soc. malac. ital. 11, pag 112
Di piccola dimensione (17 mm.), con l’ultimo e penultimo giro molto angolati, l’ultimo giro ornato tutto quanto di strie spirali regolari equidistanti (circa 23), gli intervalli delle quali anteriormente, diventano filosi. Museo di Terrasini
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Conus mediterraneus var. alba |
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Coen, 1933 Dalmazia, (Yugoslavia) |
[AZFC N. 547-19] |
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Conus mediterraneus var. albina |
◊ |
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varietà ex colore (3) |
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Pallary, 1904 Golfe de Gabes, Tunisia
Isola dei Conigli, Porto Cesareo (11) |
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Conus mediterraneus var. alticonica mm. 25,3 x 12,0 Pliocene – Pietrafitta [AZFC N. 198-06] |
v. ater |
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Conus amazonicus |
(25) |
Nardo, 1847
Sinon. Moderna, pt. 2: p. 41/42, sp. 8, figs. 515 - 516
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[AZFC N. 547-42] Sardegna Questo esemplare potrebbe essere simile. |
Testa conica, striata, laevis, viridis, albido sparsim maculata, inter maculis ad medium coni transversim fasciata, et supra totam spiralem albido fasciata, et inferius maculis abunde viridescentibus intercepta (6). La spira è conica, striata, la conchiglia è leggera, verde, cosparsa di macchie bianche, è fasciata a metà dell’ultimo giro ed in corrispondenza della spalla, e presenta macchie di colore verdastro. Golfo di Venezia
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Conus mediterraneus var. amigus |
◊ |
De Gregorio, 1885 |
[AZRC N. 547-16] |
Boll. Soc. malac. ital. 11: p. 95, not figured
Simile al tipo però coi giri della spira ornati da due strie spirali marcate.
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Noodt, 1819 |
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Conus mediterraneus var. arenaria |
Monterosato, 1917
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Un solo da Bu-Kemmàsc ben conservato, ma senza colorazione che, confronta con numerosi esemplari della spiaggia di Lampedusa. Alcuni di questi mostrano delle macchiette grigie e l’interno ceruleo, e non mancano della fascia caratteristica. Appartiene alle spiaggie arenose dove si presenta sotto molteplici forme. |
Località: Tripolitania (3) Dal latino: arena = sabbia
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Conus mediterraneus var. ater |
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Philippi, 1836 |
[AZRC N. 547-56] Porto Cesareo |
varietà ex colore (3), caratterizzata dal colore scuro e dalla spirale elevata, forse dovute allo sviluppo in acque basse (11). In realtà, sembra che il colorito scuro sia dovuto ad un rivestimento microfitico (14a). Non è escluso che le condizioni ambientali aleatorie favoriscano l’arresto della forma giovanile, che si mantiene anche nella forma adulta (14a). La conchiglia è meno robusta, affusolata, di colore nero o marrone, nero-violaceo, può presentare striature e macule pallide (14). Forme analoghe alla ater sono state dragate anche a Taranto(14a).
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Conus mediterraneus var. ater major |
◊ |
Settepassi, 1967 |
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Conus mediterraneus ater mm. 67 (13)(14) Esemplare vivo pescato a Napoli. |
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Conus bruguieri |
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[AZRC N. 262-01] Senegal |
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Conus mediterraneus var. caerulescens |
[AZRC N. 547-25] |
varietà ex colore (3)
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Conus caffer |
◊ |
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Nord Africa |
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Conus cailliaudi |
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Jay, 1846 |
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Conchiglia oblunga turbinata, talvolta fusiforme, marrone, circondata da numerose linee molto sottili; la spira ha forma di torretta, con l’apice molto elevato; il labbro è sottile ed arcuato; L’apertura è marrone con una macchia bianca (8) Questa specie è stata dedicata al Sig. Caiiliaud di Nantes.
La provenienza non è nota, ciononostante è stato anche identificato come Conus mediterraneus var. ater. |
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mm. 41,3 x 12,7 |
Zoologisch Museum Amsterdam |
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Conus carinata |
◊ |
Gmelin, 1791 |
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Nord africa |
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Conus mediterraneus var. carinata |
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varietà ex forma (3) (12) |
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Conus mediterraneus var. castanea |
◊ |
Coen, 1933 |
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Adriatico |
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Conus chersoideus |
Nardo, 1847
Chiereghini Sp.10, f. 519 (21) |
[AZRC N. 547-07 - Sicilia] |
Testa conica, laevis, albida, lineolis flavis longitudinaliter donata, et ad mediam partem coni varie serpentibus lineis albicantibus fasciata (6). La spira è conica, la conchiglia è leggera, biancastra, ornata da lineette spirali formate da lineette allineate di color oro, disposte in modo da creare linee longitudinali serpeggianti, fasciata da linee biancastre variamente serpeggianti nella parte centrale dell’ultimo giro.
Isola di Cherso (Croazia). |
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Conus cinctus |
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Cône à ceinture bleue, Conus cinctus.
Légèrement conique ; spire lisse , variée de points blancs et bruns ; une ceinture d'un bleu pourpré , bordée par une rangée de points noirs , et par deux autres ceintures de même couleur sur un fond gris verdâtre. Voyez la planche 4o, fig. 2, où il est représenté plus gros que natuie : De la collection de Famin , du Havre , qui a permis à Daudin de le décrire et faire dessiner.
Conchiglia leggermente conica; la spira è liscia; è ornata con punti bianchi e bruni, una fascia di colore blu porpora, bordata per una zona con punti neri, e due altre fasce dello stesso colore su fondo grigio-verde. |
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Conus cinereus |
◊ |
Delle Chiaje & Poli, 1826 |
[AZRC N. 547-52 - Cipro] |
Cinereus = grigio
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Nardo, 1847
Chiereghini
Sinon. Moderna, pt. 2: p. 41/42, sp. 12, fig. 521
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Testa conica, laevis, lineolis duplicatis transversim donata, atque in ipsarum distantiis omnino albido fasciata, et sparsim parvulis lineolis coloris fulvi maculata (6). La spira è conica, è leggera, ornata trasversalmente con doppie lineette, …… , è fasciata di colore bianco e maculata con piccole linee sparse di colore giallo. Chioggia. |
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Nardo, 1847
Chiereghini
Sinon. Moderna, pt. 2: p. 41/42, sp. 5, figs 509 - 510
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?? [AZRC N. 547-33] |
Testa conica, laevis, subruba, maculis minutissimis rubris cospersa, albido transversim bifasciata. La spira è conica, è leggera e di colore rossastro, è ricoperta di minutissime macchie rosse e presenta due fasce bianche trasversali (6). Il nome deriva da quello di un re della mitologia greca (4). |
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Conus mediterraneus var. debilis |
Due piccoli esemplari tenui e mal conservati del l'ondo salmastro o algoide di Bu-Kemmàsc. Simili si rinvengono nei Pantani del Faro a Messina e furono descritti e figurati da Philippi (I, tav. XII, f. 20-21) col nome di ater, a spira elevata e più grandi. |
Boll. Soc. zool. ital. 3 (4): p. 26, pl. 1, fig. 25. mm. 30 x 14
v. varietà ater - Località: Tripolitania (3) |
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Conus desidiosus |
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Adams A., 1854 |
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Discende dal Conus canaliculatus |
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Conus mediterraneus var. elongata |
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[AZRC N. 547-70] |
varietà ex forma (3) (12) Boll. Soc. zool. ital. 3 (4): p. 26, pl. 1, fig. 25 |
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(20) |
Lectotype (C, M & W) in IRSN, (23.2 x 10.1 mm) |
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Conus elpus |
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De Gregorio, 1885 |
?? [AZRC N. 547-20] |
Barra, Palermo
Boll.Soc.Mal.Ita. n. 11 1885 pag. 107 ----------------------------------------------------- Conus mediterraneus franciscanus fa. elpus De Gregorio, 1885a, Bull. Soc. malac. Ital. 11: 107 Type material. — De Gregorio mentioned a specimen in his collection, dimensions 32 x 21 mm, which must be considered the holotype. The collection is kept in the Museo di Paleontologia of the University of Palermo (vide Basteria 44: 94, under C. amigus). Type locality. — "Mediterraneoalla Barra; Vivente pure nella zona della spugne di Barberia, raro" (Mediterranean Sea nearBarra; living in particular in the Barberian sponge zone, rare). Remarks. — The forma elpus is one of many fossil and recent varieties and formae described by De Gregorio within Conus mediterraneus Hwass. It was described as an interesting form, extremely short and wide. The type specimen may only represent an abnormally wide specimen; thus elpus is considered one of the many junior synonyms of C. mediterraneus, which species is known for its variability.
The name “alpus” in Carus (1889: 430) is presumably a typographical error.
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Conus mediterraneus var. emisus |
Lectotype – Sicilia
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De Gregorio, 1885
not figured
Lectotype (C, M & W) in ZMB, (32.4 x 17.5 mm). |
[AZRC 547-00] |
Sicilia Dal latino: emisus = rinunciò
Boll. Soc. malac. ital. 11, pag.112:
Conus ponderosus [AZFC 212-00] |
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Emisus fig. 722 Conus mediterraneus var. emisus De Gregorio, 1885b, Bull. Soc. malac. Ital. 112
Type material. — De Gregorio mentioned a specimen in his collection(at present in the Museo di Paleontologia, Palermo); dimensions 52 x 29 mm, length of the spire 14 mm. In addition he refers to a figure in Philippi (1836: pi. 12 fig. 19). The latter specimen is present in ZMB (no. 10852 c), and herewith designated lectotype of C. emisus ; the measurements are 32.4 x 17.5 mm (fig. 722). This shell also belongs to the type series of Conus mediterraneus marmoratus Philippi. Type locality. — De Gregorio mentioned "Mediterraneo" which is now restricted to Sicily, being the locality of the lectotype. Remarks. — The variety emisus, which according to the ICZN must be treated as a subspecies, is one of the many varieties described by De Gregorio in C. mediterraneus Hwass, from which it was considered to be distinct by a shorter spire. Because a spire length of about one fourth of the total shell length is normal within this species, we may conclude that emisus is ajunior synonym of the nominate form. Although Philippi figured his specimen with the living animal, the shell must have been dead collected (fig. 722): it has a damaged outer lip and tubeworms attached inside the aperture. However, measurements, shape and pattern agree in details with the figure.
We are grateful to Dr. R. Kilias for the loan of type material. |
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Conus empismus (fossile) |
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De Gregorio, 1885 |
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Barra, Palermo, Sicilia |
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Conus mediterraneus var. endorus |
Foto di Andrea Nappo |
De Gregorio, 1885 |
[AZFC 453-01] Conus pelagicus |
Boll. Soc. malac. ital. 11: p. 95, not figured
Altra interessante varietà del Conus mediterraneus come la precedente (steppus), dalla quale differisce per l’ultimo giro anteriormente un po’ bislungo e posteriormente meno angolato, e per la spira un po’ più prominente; la colorazione è identica. Più che a ogni altro assomiglia al Conus ottiliae, da cui differisce per la mancanza delle crenulazioni spirali, e per l’apertura un pochino più larga (ciò può però dipendere dall’esser il labbro esterno logoro nell’esemplare austriaco). .. I primi giri sono spiralmente striati |
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Conus epaphus |
Nardo, 1847
Chiereghini Sp.13, f. 522 |
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Testa conica, laevis, paulum ventricosa, transversim striata, cinnamomaea, maculis albidis transversim fasciata, atque albida supra nodulos spiralis (6). La spira è conica, è leggera, leggermente ventricosa, striata trasversalmente, è di color cannella, fasciata trasversalmente da macchie bianche,e bianca al di sopra della spira nodosa.
Golfo di Venezia
Il nome è quello di un re greco, figlio di Giove (4).
Type material. — This variety was originally figured and described as Conus epaphus in a manuscript by S. Chiereghini in 1802, to which Nardo referred. The shell(s) discussed in that manuscript are the type material of epaphus. Because Chiereghini's collection was dispersed, no material is available. Type locality. — On “Spongia officinalis” (a sponge), in the Gulf of Venice. Remarks. — The variety epaphus has a smooth and somewhat ventricose shell, cinnamon colour with a white dotted band, and white nodules on the spire. Within the variable C. mediterraneus this is another colour variant, and thus epaphus is considered a junior synonym. See also under C. clodianus Nardo (in Basteria 48: 237). |
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Conus epaticus |
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Renier, 1804 |
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Renier (in Basteria 47: 84). Nardo (1847a) mentioned the name C. epaticus without a description, he considered it a synonym of C. mediterraneus var. marmorata Philippi, 1836
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Conus erosus |
Renier, 1804 |
C. mediterraneus franciscanus |
Il Conus erosus è identico al franciscanus dello stesso autore num.91, tav.330 fig. 4 [pag.25] (23)
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Conus mediterraneus var. exilis |
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Gaglini in Settepassi, 1985 (9) |
883704 Coneshell 38,8 mm. Ghar el Melh (Tunisia) |
p. 7, pl. 14 ATLANTE
MALACOLOGICO MOLLUSCHI MARINI VIVENTI NEL MEDITERRANEO Il 3° volume dell'ATLANTE MALACOLOGICO è composto da 252 pagine con 90 tavole, in bianco e nero e a colori, con oltre 1000 riproduzioni di conchiglie mediterranee. Comprende i seguenti generi: Astraea, Homalopoma, Lamellaria, Erato, Pseudosimnia, Simnia, Natica, Sinum, Queyula, Columbella, Anachis, Fasciolaria, Fusinus, Cancellaria, Conus, Lepidopleurus, Hanleya, Ischnochiton, Lepidochitona, Callochiton, Chiton, Acanthochitona, con descrizioni e riproduzioni delle maggiori varietà e forme fino ad oggi descritte. |
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Conus mediterraneus var. fasciata |
◊◊◊◊ |
Requien, 1848 |
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Corsica |
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Conus mediterraneus var. flammulata |
Pl. XIII fig. 16 |
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varietà ex colore (3)
Var. ex colore 4, fïammulata B. D. D. D'un fond gris rosé avec de larges flammules rousses à contours anguleux, la fig. 16 de notre pl. XIII représente cette coloration chez un individu de la var. ex forma carinata.
Esempio di colorazione in un esemplare della varietà carinata. |
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Conus mediterraneus var. flavescens |
◊ |
Coen, 1933
Saggio di una Sylloge Molluscorum Adriaticorum |
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cited as a synonym of C. pallida Bucquoy, Dautzenberg & Dollfus, 1882 (Adriatico)
flavescens = giallognolo
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48 mm. Porto Cesareo Coneshell 894342 |
Lampedusa – Piergiorgio Trillò Mollusco ROSSO VINO |
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Conus fortis |
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Renier 1804 |
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E’ un nome inserito in una « Tavola alfabetica delle Conchiglie Adriatiche «
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Hwass in Bruguière, 1792 |
[AZRC N. 547-02] |
Alghero |
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Conus franciscanus Lectotype MHNG 1106/74/1 – Lautoconus guinaicus franciscanus mm. 55,0 x 30,5 – Località Africa |
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Conus mediterraneus var. fusca |
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[AZRC N. 547-24] |
varietà ex colore (3) Le sfumature sono di colore molto più scuro. Barbary, (North Africa)
Esempio di colorazione in un esemplare della varietà elongata: fig.14 Tav. XIII |
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Conus fuscocingulatopsis |
◊ |
De Gregorio, 1885 |
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Boll.Soc.Mal.Ita. n. 11 1885 pag. 94
v. fuscocingulatus
Avendo passato in rivista molteplici forme appartenenti a questo tipo (C. fuscocingulatus), mi sono convinto che allo stesso devesi anche riferire il C. Berghausi Mich-tti; infatti le differenze fra entrambi sono queste: cioè che la spira di quest'ultimo è più irregolare e negli adulti (nel mezzo) un po' rientrante, l'ornamentazione consta di « macchie gialle quadrangolari non contigue » (Mich. p. 343); mentre il fuscocingulatus è ornato di lineole rare, equidistanti.
Intanto i miei esemplari partecipano della specie di Bronn per la colorazione, e di quelle di Michelotti per la forma, li ho titolato fuscocingulatopsis.
Così parmi unica sia assolutamente la specie, cui per priorità spetta il nome di Bronn, tra le varietà che ad essa riferisco vo' richiamare l'attenzione su quelle viventi (che sono assai importanti perchè rappresentano una ramificazione del C. mediterraneus innestata in mezzo al fuscocingulatus) e sulla var. turricula Brocc, la quale minaccerebbe di far sostituire tal nome a quello di Bronn. Però essendo essa poco nota e non perfettamente definita parmi preferibile mantenerla a titolo di varietà e non di specie.
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Conus fuscus |
Il Conus fuscus non sarebbe quindi una specie del Mediterraneo: I syntype presso MSUC probabilmente sono esemplari di Conus erosus. |
Barros E Cunha, 1933 |
Conus lugubris (Reeve, 1849)
|
Conus lugubris fuscus Barros e Cunha, J. G. de. 1933. Catálogo descritivo das conchas exóticas da colecção António Augusto de Carvalho Monteiro. I. Conidae. Memórias e Estudos do Museu Zoológico da Universidade de Coimbra 71: 1-224
Mems Estud. Mus. zool. Univ. Coimbra, 1 (71): p. 194, no. 167, not figured.
Eight syntypes in MZUC (Museo de Zoología de la Universidad de Concepción), (from 15.5 x 9 mm to 11 x 7 mm).
Type locality not mentioned. -------------------------------------- junior homonym of Conus mediterraneus var. fusca Bucquoy, Dautzenberg & Dollfus, 1882 |
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According to Tucker a synonym of Conus cuneolus crotchii Reeve 1849, although lugubris is in his opinion a synonym of Conus aplustre Reeve 1843 |
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Conus galloprovincialis Holotype MNHN 30 x 16 mm. |
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Il profilo è allungato, la spira è alta e conica. Questa conchiglia è molto comune in Corsica ed è quella indicata da Requien come Conus mediterraneus var. acuta (7). |
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Lectotype (Richard) in MNHN, (30 x 15.6 mm) |
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Conus galloprovincialis var. lineolata |
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Locard & Caziot, 1900 |
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(20) - [La specie è indicata come di Locard & Caziot], ma non sono sicuro che sia la var. lineolata |
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Conus listeri |
Renier, 1804 |
[AZRC N. 547-71] |
Name after Dr. Martin Lister
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Locard & Caziot, 1900 |
cfr. [AZRC N. 547-38]
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(20) - [La specie è indicata come di Locard & Caziot], ma non sono sicuro che sia la var. minor |
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Conus galloprovincialis var. producta |
Coen, 1933 Tav. IX, fig. 79 |
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Conus galloprovincialis var. turrita |
Coen, 1933 Tav. IX, fig. 80 |
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Tirreno, Dalmatia, Adriatico |
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Conus mediterraneus f. gaudiosus |
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Nicolay, 1978 |
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Nicolay, K. 1978. A new form of Conus mediterraneus from Greece. Conhiglia 10(106/107):18-19, figs |
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Conus glaucescens |
G.B. Sowerby II, 1834 |
Conus sp. mm. 20 – Cipro |
Published in Conch. Ill. (Conus): pl. 54, fig. 60 In Index 1841, p. 3, no. 60, Sowerby added "variety mediterraneus Hwass". |
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Conus glaucus
Conus guttatus |
Röding, 1798 |
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Conus glaucus: Published in Mus. Bolten 2: p. 48, no. 615/108, not figured Three syntypes whereabouts unknown, cited figure in Martini, 1773, pl. 55, fig. 613, (fig. 45 x 23 mm) Non Conus glaucus (Linnaeus, 1758)
Conus guttatus: Published in Mus. Bolten 2: p. 48, no. 621/113, not figured. Holotype whereabouts unknown, cited figure in Martini, 1773, pl. 55, figs 613 - 614, (fig. 613, 45 x 23 & fig. 614, 44 x 26 mm).
Type specimens and identity of the described species of Conus: V. The species described by Salis Marschlins and Röding, 1793–1798 |
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La stessa imagine è usata per il Conus olivaceus |
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Conus grossii |
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Maravigna, 1853 |
The Cone Collector n.4 mm. 21 – Faro (Messina) |
Conchiglia di colore oscuro o nera, con spira allungata, con otto giri convessi e carenati: l'ultimo è un terzo più lungo di tutti gli altri uniti; esso è trasversalmente striato nella base e leggermente nella parte superiore. Alcuni individui si mostrano con delle piccole fasce nell'ultimo giro meno oscure della conchiglia, ed una sola nei giri superiori. Dedicata al Sig. G. Grosso Cacopardi, letterato di Messina. Per il disegno v. (11). L'ultimo giro è solo poco più alto delle rimanenti spire (18). [v. var. ater] |
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Conus guestieri |
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Lorois, 1860 |
cfr. [AZRC N. 547-55] |
Conchiglia striata trasversalmente, soprattutto verso l'estremità anteriore. La spira è allungata e formata da 8 o 9 spire ben evidenziate e striate trasversalmente. L'ultimo giro è di un colore giallo marroncino piuttosto uniforme, ed è attraversato da una fascia bianca formata da macchie di forma elegantemente allungata. Nella parte anteriore si vede un'altra zona formata da macchie bianche. La restante parte dell'ultimo giro è macchiata di bianco e fulvo. |
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[AZRC N. 547-34] |
- Conus ventricosus, (Conus mediterráneo), 27mm., (Gmelin - 1791), Delta del Ebro, Tarragona, Catalunya, España. - |
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Conus herillus |
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Nardo, 1847
Chiereghini
Sinon. Moderna, pt. 2: p. 41/42, sp. 11, fig. 520
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Testa conica, laevis, transversim albido fasciata, minute striata, albido rubescente, maculis minimis subfuscis cospersa (6). La spira è conica, la conchiglia è leggera, ha una fascia trasversale di colore bianco, è minutamente striata, di colore rosso biancastro, è cosparsa di macchie scure.
Isola di Cherso |
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[AZRC N. 547-44] |
Testa gibba, tota sulca, falcia alba, anfractibusque albis, basi rotundata cylindro duplo, longiore quam spira: il colore è grigiastro. (Taranto e Napoli)
Tefta gibba tota fuſca ' , faſcia alba , anfractibus que albis , Baſi rotundata cylindro duplo , longiore quam Spira . Von Tarent und Neapel .
Von dieſem Kegel , der doch eine Lange von 2 Zou erreicht , finde ich in meinen Bus chern nichts . Geſchliffen , wird er ſehr glänzend und etwas grau gewölft . Die mit einem weiß fen Rande verfehene Mündung iſt zuerſt braun dann blau . |
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[AZRC N. 547-40] |
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Conus ignobilis |
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Olivi, 1792 – Sp.4, f. 507-508 |
C. mediterraneus |
Testa conoidea, laevis, transversim striata, striarum intervallis rubro-lineolatis, tota fusca et ex albido bifasciata. La spira è conica, è una conchiglia leggera, è striata trasversalmente da linee di colore rosso, il colore è marrone ed ha due fasce di colore bianco (6). (Mare Adriatico: Is. Cherso - Croazia)
Per l’immagine v. (15) |
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Conus ignobilis v. rufa |
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Scacchi, 1836 |
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v. Conus franciscanus |
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Conus ignobilis v. versicolor |
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Scacchi, 1836 |
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Conus mediterraneus var. imelus |
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De Gregorio, 1885 |
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Boll. Soc. malac. ital. 11: p. 95, not figured
Interessante varietà del Conus mediterraneus vivente, che rientra e s’innesta nel fuscocingulatus specialmente con la var. angus. Differisce dalla fig. di Hoernes e Auinger (tav. I, f.13) per l’ultimo giro assai più angolato posteriormente. Del resto per la forma è identica; la colorazione e la scultura però sono diverse. Ancor più si assomiglia al C. striatulus BROCCHI, di cui dirò appresso e si può anzi considerare come un facies vivente della stessa forma. Si distingue facilmente per lo sviluppo particolare della spira, che è brevissima ricacciata in dentro, coi primi giri sporgenti in una piccola protuberanza conica submucronulata. Si mantiene sempre di piccole dimensioni, almeno che io sappia. |
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(20) |
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Conus inaequalis |
Reeve, 1849 |
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Si tratta di una conchiglia piuttosto piriforme, liscia, poco rigata alla base; la spira è piuttosto robusta. E’ decorata con linee spirali di colore fulvo molto fini, che lasciano una piccola fascia bianca nel mezzo. La spira è bianca con grandi macchie radiali rossastre. L’apice è roseo.
Reeve, 1849. pl. vii. sp. 270 |
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Conus mediterraneus var. insolitus |
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Monterosato Gaglini in Settepassi, 1985 (9) |
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Atl. Malac. Moll. Marin. 3: p. 8, not figured. |
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Conus intermedius
(fossile) |
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Lamarck, 1810 |
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Conè moyen pag. 441 Fossile, rinvenuto nei dintorni di Bologna. Questo cono, per la sua forma e dimensione, sembra essere a metà strada tra il Conus clavatus e il Conus deperditus. E' conico-ovale, piuttosto spesso, pesante, liscio, rugoso o rigato trasversalmente; alla sua base non rientra. La spira è convessa, appuntita, corta; le spire non sono striate né canalicolate, sono oblique o leggermente appiattite, e si ergono in successione uno sopra l'altro, ma senza formare un angolo acuto. Mm. 64 (23) |
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Conus mediterraneus var. interrupta |
◊ |
Coen, 1933 |
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La var. interrupta ha “linee decorrenti articolate che presentano regolari interruzioni ben apparenti, che danno alla superficie un particolare aspetto teniato” (3). (Adriatico) |
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Conus istriensis |
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Nardo, 1847
Chiereghini
Sinon. Moderna, pt. 2: p. 41/42, sp. 9, figs 517 - 518
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C. mediterraneus |
Testa conica, laevis, subtiliter striata, cinerea, late fasciata colore fusco, maculis transversantibus albidis, spiralis superius alba, inferius faveolata at fusco saturo colorata (6). La spira è conica, la conchiglia è leggera, sottilmente striata, di colore grigio, fasciata di colore scuro, presenta macchie spirali di colore bianco, bianca sopra la spirale, mentre inferiormente è faveolata con macchie di colore scuro. Il nome fa riferimento alla penisola dell’Istria (4). |
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Conus jamaicensis |
Hwass in Bruguière, 1792
Lectotype MHNG 1106/95 mm. 39x23 |
Natura del Mediterraneo
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Nonostante il nome, questa conchiglia non proviene dalla Jamaica.
TABLEAU ENCYCLOPÉDIQUE ET MÉTHODIQUE DES TROIS RÈGNES DE LA NATURE. VERS, COQUILLES, MOLLUSQUES ET POLYPIERS. TOME PREMIER t.1 (1827)
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Conus jaspis |
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17. Jaspis . An Mart . T. 2. Tab . 55. Fig . 612 ? Teſta baſi rotundata tota lutea faſcia alba : Anfractibus albis. Von Tarent und Neapel . Da Martini ſagt , er habe aus der ſpaniſchen Sce viele kleine Kegel erhalten , welche zwar gelblicht und mit einer weiſſen Binden umwuns den , aber nur abgcriebene Eremplare feines Co. nus Jaspis waren , fo will id indeſſen obbeſchries bene Schneckc auch dazu rechnen . Uebrigens bes greife ich nicht , wie dieſer und die zwey folgens den Kegel , die doch in mittellandiſchen Meere ſo häufig find , fo viclen Konchyliologen unbekannt bleiben konnten .
Di Taranto e Napoli. Siccome il Martini dice di aver ricevuto dal mare di Spagna molte piccole pigne, che erano giallastre e circondate da una fascia bianca, ma erano solo esemplari di fine conus jasper, così voglio includere anche la chiocciola bene sopra descritta. Per inciso, non capisco come questo e i due seguano i coni, che si trovano così frequentemente nei mari mediterranei, perché molti conchiliologi potrebbero rimanere sconosciuti |
Testa basi rotundata tota lutea falcia alba: anfractibus albis. E’ un Conus giallastro con una fascia bianca.
Natura del Mediterraneo |
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Conus mediterraneus var. lineolatus |
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Gaglini in Settepassi, 1985 (9) |
[AZRC 547-00] |
Napoli |
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Conus mediterraneus var. lutea |
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varietà ex colore (3) Barbary, (North Africa)
Di colore giallo dorato uniforme, con una zona appena distinta verso metà dell’ultimo giro.
Una varietà di colore giallodorato trovata su spugne vicino a Marsiglia. |
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Golfo di Gabes – Tunisia – 21 mm. |
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Conus madurensis |
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Hwass in Bruguière, 1792 |
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Conus , testa conica viridescente, albo et fulvo nebulata , lineis fusco alboque notatis, spira acuminata ; Mus. Hwass. spec. 100.
Le croise verd , petit cornet à clavicule blanche techée d' olivâtre , à robe blanche bariolée et nuée d'um très-beau jaune orangé, et traversée par des flammes longitudinales d''un verd foncé;Favanne. conchyl. tom. 2, pag. 467, esp. 44, variet. 1, 2 pl. E, 1 , E, 2
Le croisé verd:, par les François
Description. Cette coquille , d'une forme plus alongée que la précédense , plus retrécie à son extrémité inférieure , et légèrement arrondie vers le haut , est longue de douze lignes et laree de six. Mais elle devient un peu plus grande , puisque celle dont M. de Favanne a donné la description , avoit seize lignes de longueur sur huit lignes de diamètre. Elle est lisse à sa superficie , excepte vers le bas, ou on apperçoit quelques stries circulaires écartées , qui n'occupent jamais au-delà de son tiers inférieur. Sa spire est aiguë , très-élevée , et composée de neuf ou dix spirales , dont la moitié supérieure est léi;èrement concave et marquée de deux ou trois stries circulaires peu prononcées , et dont la moitié inférieure est au contraire lisse et trèsrenflée sur son bord.
Son ouverture , brune intérieurement , on d'un blanc bleuâtre , a , sur une longueur de huit lignes et demie , une ligne et quart ie largeur au bas ; elle est peu échancrée à son extrêmitù supérieure , et le bord raince et tranchant de sa lèvre , est accompagné sur toute sa lonf,ueur , d'un liseré lauve , ponctué ou veiné de brun.
Cette coquille porte extérieurement , sur un fond verdàtre , trois ou qiia're zones inégales , de taches et de nébulosités blanches et fauves , et des lignes circulaires , ponctuées de fauve et de blanc sur toute sa longueur ; quelquefois elle est marquée , suivant M. de Favanne , de lignes transverses inégahs , distribuées en deux zones d'un orangé très-foncé, et alors ces lignes sont croisées par des flammes longitudinales plus ou moins serrées, d'un verd olivâtre vif, rué de bleuâtre en quelques endroits. Sa spire offre , sur un fond olivâtre , des taches brunes ou marron , mêlées de fauve , ou bien elle est tachetée d'olivàtre , de bleuâtie ou d'orangé , sur un fond blanc. Cette coquille , peu com mune , appartient à l'Océau asiatique.
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[AZRC 547-27] |
varietà ex forma (3)
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Conus mediterraneus var. mamillatus |
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Monterosato Gaglini in Settepassi, 1985 (9) |
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Sfax, (Tunisia), Tripoli, (Libia) ATLANTE
MALACOLOGICO MOLLUSCHI MARINI VIVENTI NEL MEDITERRANEO Il 3° volume dell'ATLANTE MALACOLOGICO è composto da 252 pagine con 90 tavole, in bianco e nero e a colori, con oltre 1000 riproduzioni di conchiglie mediterranee. Comprende i seguenti generi: Astraea, Homalopoma, Lamellaria, Erato, Pseudosimnia, Simnia, Natica, Sinum, Queyula, Columbella, Anachis, Fasciolaria, Fusinus, Cancellaria, Conus, Lepidopleurus, Hanleya, Ischnochiton, Lepidochitona, Callochiton, Chiton, Acanthochitona, con descrizioni e riproduzioni delle maggiori varietà e forme fino ad oggi descritte. |
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Conus mediterraneus var. marmorata |
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Requien, 1848 |
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Corsica |
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Conus marmoratus |
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Philippi, 1836 |
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Sicilia |
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Lectotype MNHB 53 x 27 mm. Sicilia |
(15) |
(20) |
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(15) |
(20) |
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[L’immagine è la medesima che ho riportato come Conus noeformis e var. major] |
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Monterosato Gaglini |
[AZRC N. 547-12] |
“Monterosato” Gaglini in Settepassi, 1985 (“1972”) p. 9, pl. 15 ATLANTE
MALACOLOGICO MOLLUSCHI MARINI VIVENTI NEL MEDITERRANEO Il 3° volume dell'ATLANTE MALACOLOGICO è composto da 252 pagine con 90 tavole, in bianco e nero e a colori, con oltre 1000 riproduzioni di conchiglie mediterranee. Comprende i seguenti generi: Astraea, Homalopoma, Lamellaria, Erato, Pseudosimnia, Simnia, Natica, Sinum, Queyula, Columbella, Anachis, Fasciolaria, Fusinus, Cancellaria, Conus, Lepidopleurus, Hanleya, Ischnochiton, Lepidochitona, Callochiton, Chiton, Acanthochitona, con descrizioni e riproduzioni delle maggiori varietà e forme fino ad oggi descritte. |
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Conus mediterraneus var. meridionalis |
C. m. meridionalis (11) |
Giorgianni, 1996 |
Conus canaliculatus mm. 21,5 [AZFC 245-00] |
Conus di altezza 73 mm. Proveniente dall’Africa settentrionale (13)(14).
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C. m. meridionalis (13) |
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Conus mediterraneus var. minor |
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varietà ex forma (3) (12). Il nome deriva dalle piccole dimensioni. |
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Conus mediterraneus noeformis |
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Monterosato, 1923 |
[AZRC 547-27] |
Cirenaica, Libia
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Conus mediterraneus var. oblonga |
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varietà ex forma (3) (12)
La spira è breve e l’ultimo giro è regolarmente conico, non turgido. |
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Conus mediterraneus var. obtusa |
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Requien, 1848 |
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Corsica
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Conus olivaceus |
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Olivaceus . An Mart . T. 2. Tab . 55. fig . 613 ? tefta lævi elongata , tota olivacea albo maculata & faſciata . Spira acuminata , prima maculis fufcis . cincta , Apertura - violacea , margine faſciaque alba .
Dieſer Regel würde der angeführten Figur fehr åhnlich feyn , wenn er auch mit Himmelblauen Wolfen geziert wäre . Von Tarent . |
Martini, tab.55-fig.613 - Testa laevi elongata, tota olivacea albo maculata et falciata; spira acuminata, prima maculis fulcis cincta, apertura violacea, margine falciaque alba.
La spira è leggermente allungata, il colore di fondo è olivaceo ed è maculata di bianco e celeste, l’apertura è violacea.
Taranto
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La stessa imagine è usata per il Conus glaucus |
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Conus vayssieri var. ossea |
Natura del Mediterraneo |
Monterosato, 1917 |
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El Kantara, Tunisia
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Conus pallans |
Nardo, 1847
Chiereghini
Sinon. Moderna, pt. 2: p. 39/40, sp. 1, figs 501 - 502
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?? [AZRC N. 547-54] |
Testa conica, castaneo fusco colorata, transversim unifasciata, atque vario maculata albido castaneo colore. La spira è di forma conica, ha un colore castaneo scuro, presenta un’unica fascia trasversale e macchie di colore bianco castano di forma varia (6).
Sin. del Conus mediterraneus franciscanus |
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Conus mediterraneus var. pallida |
[AZRC 547-28] |
varietà ex colore (3) (12) |
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Conus pereirae (fossile) |
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De Gregorio, 1885 |
C. franciscanus ?? |
Boll. Soc. malac. ital. 11: p. 103 e 105 FOSSILE
Ad Altavilla si rinviene in belli esemplari somiglianti alla fig. 6 in M. Hòrn., però con la spira più sviluppata, e di una dimensione quasi uguale a quella dell'esemplare dei signori R. Hoernes e Auinger (t. 6, f. 5). Somigliano, anzi s'identificano con gli esemplari di Pereira Da Costa (Moli. Port. t. 4, f. 1 Conus clavatus Lamark), che non possono chiamarsi col nome di Lamark, e che corrispondono alle figure di M. Hòrnes (Moll. "Wien t. 2, f. 5 tantum). È impossibile distinguere le due forme, e non posso che considerare la detta figura di Pereira Da Costa, che quale var. Pereirae della specie di Bronn, o per meglio dire varietà del mediterraneus della sezione franciscanus. Riferisco alla stessa varietà Pereirae il C. Mercati (M. Hòrn. partim cioè t. 2, f. 3) essendo minime le differenze.
Esaminando i miei esemplari posso inoltre distinguere quattro sottovarietà e un'anomalia:
§ afìnus identica al tipo Pereirae con i giri della spira ornati di strie spirali; § endippus con l'ultimo giro ornato anteriormente di poche strie (tre o quattro) profonde lontane l'una dall'altra, equidistanti; § operus con una piccola doccia all' estremità dell'angolo posteriore dell'apertura.
L'anomalia o mostruosità consiste in ciò, che nell'ultima parte dell'ultimo giro la sutura posteriore si avanza di un tratto, restringendo l'anfratto e lasciando una fenditura profonda interposta nell'angolo posteriore. Ciò io credo dipende non da frattura, perchè il margine dell' antico labro è intero, ma da qualche altra causa perturbante lo sviluppo della conchiglia.
Loc. Vivente nel Mediterraneo (sotto var. empismus con l'apertura anteriormente un po' più larga facendosi più esile il lato columellare) Barra, Palermo, anche nella zona delle spugne di Barberia; — Postpliocene a Sferracavallo presso Palermo; — Pliocene ad Altavilla; — Postpliocene? in Sardegna.
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Hoernes e Auinger (t. 6, f. 5) |
Pereira Da Costa (Moli. Port. t. 4, f. 1 Conus clavatus Lamark) |
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Conus mediterraneus var. perfectus |
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Monterosato Gaglini in Settepassi, 1985 (9) |
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Type locality North Africa. |
Kobelt, 1906 (20) |
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Iconographie Schalentragenden Europaischen Meeres Conchylien, 4: p. 6, pl. 100, figs 15 & 16 |
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Kobelt, 1906 (20) |
[AZRC N. 547-46] |
Croazia – Splitsko-Dalmatinska. Brac Island NMR 34168 – mm. 35 |
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Nardo, 1847
Chiereghini Sp.6, f. 511-512 |
[AZRC N. 547-32] |
Testa conica, laevis, striata, sobcrocea, punctis atque maculis rufescentibus sparsa; ex albido bifasciata, obscurisque lineolis, et maculis ad basim spiralis nigricantibus signata (6). La spira è conica, la conchiglia è leggera, striata, di color zafferano, ricoperta da punti e macchie di colore rossastro, presenta due fasce di colore bianco, lineette scure e macchie di colore nero alla base della spira. Anche questo nome deriva da quello di un re della mitologia greca (4). |
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Conus pimbrimbus (Fossile) |
Conus suessi |
Gregorio, 1885 |
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Conus postdiluvianus |
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Risso, 1826 |
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Risso, A. (1826). Histoire naturelle des principales productions de l'Europe méridionale et particulièrement de celles des environs de Nice et des Alpes Maritimes. Tome quatrième. Levrault, Paris, vii + 439 pp., pls 1-12., available online at
C. Testa opaca , subpellucida ; anfractubus septemi striolis transversis sculptis ; basilari super suturam ad dextram sulculato; apertura ad dextram septemplicata; epidermide eburnea, croceis longitudinalibus digestis ornata. Coq. opaque , subtranslucide , d’un blanc d’ivoire , ornee çà et là de taches longitudinales jaunes; à sept tours de spire sculptes de petites stries transverses; le premier tour muni sur la suture à droite de petits sillons; l'ouverture est garnie à droite de sept plis. Long. 0,020, Séj. Se trouve subfossile.
Opaque, subtranslucent, ivory white, adorned here and there with longitudinal yellow spots; with seven whorls carved with small transverse streaks; the first whorl provided on the suture on the right small furrows; the opening is trimmed on the right with seven pleats. Long. 0.020, Sej. Lies subfossil.
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Conus mediterraneus var. pretunculus |
[AZRC 547-29] |
[AZRC 547-26] |
Località: Sidi Abdul Gelil, Tripoli Tripolitania (3) Le linee alla base sono incise
È una forma consimile vivente negli scogli. Due esemplari di Tripoli e di Sidi Abdul Gelil (Zanzur). Sempre piccolo e di scogli littorali. |
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Conus mediterraneus var. rubens |
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varietà ex colore (3) (12)
La colorazione è rosso vermiglio uniforme, con una riga bianca a metà dell’ultimo giro. Erroneamente, della descrizione della fig. il nome è riportato come rubescens. |
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Conus mediterraneus var. rufatra |
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De Gregorio, 1885 |
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Boll. Soc. malac. ital. 11: p. 103 e 105
E’ di un colore sordo, con un fondo di colore giallo rossastro, che tende a farsi scuro seppia.
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Conus rusticus (Conus taupin) |
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Testacea utriusque Siciliae eorumque historia et anatome
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Conus mediterraneus var. scalare |
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mm. 6 |
Dautzenberg, 1911Nord Africa |
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Conus mediterraneus scalaris |
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Golfo di Gabes |
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Conus siculus |
Delle Chiaje, 1828 |
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Sicilia
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Conus mediterraneus var. spirata |
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Monterosato, 1917 |
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Giornale di Scienze Naturali ed Economiche 13: 61-115
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Conus mediterraneus var. steppus |
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De Gregorio, 1885 |
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Barbary, (North Africa)
Varietà transitoria tra la var. imelus e la var. endorus. Ha la spira più prominente della imelus, l’ultimo giro meno angolato di essa, ma più angolato che nella endorus. Avverto che i giri di questa sembrano molto angolati e crenulati, mentre ciò non è che un effetto di luce prodotto dalle macchie bianche.
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Conus stercutius |
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Nardo, 1847
Chiereghini Sp.7, f. 513-514 |
C. mediterraneus marmoratus Philippi, 1836 |
Il nome è quello del dio romano della fertilizzazione (4). |
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Gaglini in Settepassi, 1985 |
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Palermo p. 10, pls 5 & 15 ATLANTE
MALACOLOGICO MOLLUSCHI MARINI VIVENTI NEL MEDITERRANEO Il 3° volume dell'ATLANTE MALACOLOGICO è composto da 252 pagine con 90 tavole, in bianco e nero e a colori, con oltre 1000 riproduzioni di conchiglie mediterranee. Comprende i seguenti generi: Astraea, Homalopoma, Lamellaria, Erato, Pseudosimnia, Simnia, Natica, Sinum, Queyula, Columbella, Anachis, Fasciolaria, Fusinus, Cancellaria, Conus, Lepidopleurus, Hanleya, Ischnochiton, Lepidochitona, Callochiton, Chiton, Acanthochitona, con descrizioni e riproduzioni delle maggiori varietà e forme fino ad oggi descritte. |
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I trattini scuri sono allineati con più precisione rispetto a quanto avviene normalmente nel Conus mediterraneus |
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[AZRC N. 547-16] |
[AZRC N. 547-17] |
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Conus mediterraneus var. subconcolor |
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Requien, 1848 |
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Corsica |
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Conus submediterraneus |
mm. 24,7 |
[AZRC N. 547-25]
[AZRC N. 547-25] |
La sagoma è conico-allungata; L’ultimo giro à debolmente convesso. E’ una specie intermedia tra il C. mediterraneus ed il C. galloprovincialis. Il colore arancione delle fotografie a sinistra ricorda il colore rosso ferrugineo del Conus caeruleus. St. Tropez
Anche nell’esemplare 547-25 sono presenti solchi sulle rampe suturali: la colorazione è molto simile. |
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Conus subventricosus |
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Seguenza, 1880 |
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37. C. subventricosus n. sp.
Questa specie è assai vicina al C. ventricosus del plioceno, e si distingue per l'estremità della spira acuminata e più prominente, pegli avvolgimenti scanalati e con forti strie impresse, per le suture più profondate, per la superficie ornata da grosse e rare linee spirali che sono più manifeste e più avvicinate alla parte anteriore. La forma generale della conchiglia poi è più allungata e perciò un po’ meno ventricosa.
Lunghezza 40.mm Diametro 22.2 mm. S. Bo. Ra.
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Conus mediterraneus var. subviridis |
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De Gregorio, 1885 |
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Barbary, (North Africa)
Boll.Soc.Mal.Ita. n. 11 1885 pag. 107
Di colore verdastro chiaro. |
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Conus tamsianus |
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Dunker, 1853 (19) |
cfr. [AZRC N. 547-50] Croazia |
Is. Annabon (Guinea Equatoriale)
Sinonimo del Conus aemulus, non C. mediterraneus, il conus tamsianus è una specie tra il Conus mediterraneus e il Conus guinaicus (19). E’ una conchiglia leggermente turbinata, striata verso la base, presenta macchie bianche e fiamme irregolari di colore marrone e linee trasversali nelle quali si alternano tratti bianchi e marroni. La spira è leggermente allungata
Index Molluscorum, Quae in Itinere ad Guineam Inferiorem Collegit Georgius Tams Med. Dr. Accedunt novarum specierum diagnoses, Cirripedia nonnulla et X. tabulae iconum Cassellis Cattorum, T. Fischer
Sul n. 13 di The Cone Collector, è riportata come etimologia del nome un villaggio dell’India orientale “Tamsi is the name of a village in East India”, in realtà la specie sembra essere dedicata al Dr. Georgius Tams, che la trovò durante un suo viaggio in Guinea. Alcune caratteristiche di questo Conus [AZRC 547-50], tra cui la colorazione delle righe alla base e la presenza di linee trasversali formate da puntini di colore marrone, lo avvicinano, secondo il mio parere, al Conus aemulus (v. anche TCC n. 14). L'aspetto generale della colorazione ricorda maggiormente quella del Conus guinaicus (v. anche TCC N. 16). |
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Conus tamsianus |
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Conus adansonii = C. guinaicus |
Conus grayi (Pl. 46 n. 258) = C. guinaicus |
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Conus tarantensis (fossile) |
Gregorio, 1885 |
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Probabilmente le misure sono in millimetri, non in centimetri. |
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Conus thuscus |
Nardo, 1847
Chiereghini Sp.2, f. 503-504 |
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Testa conica, cinereo oscura, transversim unifasciata subalbido colore, sparsimque fusco maculata. La spira è conica, di colore grigio scuro, ha una fascia trasversale bianca e macchie scure sparse (6). |
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Conus mediterraneus var. trunculus |
Illustrazione (17) |
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È
una forma abbastanza tozza costante in vari punti del
Mediterraneo, così distinta che se fosse fossile,
cioè mancante della colorazione, ch’è una buona guida |
(3) Journal del conchyliologie,47: 397-401. Il Conus trunculus è corto, pesante, spesso e possiede un altro sistema di colorazione rispetto al Conus galloprovincialis (Cipro).
La presenza di queste due forme distinte (questa e la C. galloprovinciale) nella stessa località di Kerinia, ci fa credere che la loro diversità non sia dovuta a una variabilità della specie. C. trunculus è molto corto, pesante, spesso e ha un altro sistema di colorazione. Sono sicuro che non esiteremmo a considerare queste due forme come specificamente distinte, se fossero in uno stato fossile.
Illustrazione (17) |
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Conus tutus |
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Un esemplare del quaternario di Bu Aìsa (Sormàn). Non è il C. Vayssierei, Pallary, vivente o estinto da poco. Il C. tutus appartiene al gruppo del ventricosus, Bronn, ch’è una forma più antica del pliocene e che non esiste allo stato vivente. Alt. mill. 25, larghezza 18.
Del gruppo del Conus ventricosus, si distingue per la sua forma più ovale. (Tripolitania) |
Tirreniano – Calabria
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Conus vicinus |
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De Gregorio, 1820 |
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v. sotto |
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Varietà:
Nome |
Immagine di riferimento |
Autore |
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Riferimenti e note |
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Conus mediterraneus f. gaudiosus |
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Nicolay, 1978 |
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Conus mediterraneus var. acuminata |
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Coen, 1933
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Memorie R. Comit. talassogr. ital. (192): p. 70, not figured. Adriatico |
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Conus mediterraneus var. acuta = Conus galloprovincialis |
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Requien, 1848 |
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Sinonimo di Conus galloprovincialis
Catalogue des Coquilles de L’Ile Corse (Corsica): p. 86, no. 614, not figured
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Conus mediterraneus var. alalmus |
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De Gregorio, 1885 |
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Barbary, (North Africa)
Boll. Soc. malac. ital. 11, pag 112
Di piccola dimensione (17 mm.), con l’ultimo e penultimo giro molto angolati, l’ultimo giro ornato tutto quanto di strie spirali regolari equidistanti (circa 23), gli intervalli delle quali anteriormente, diventano filosi.
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Conus mediterraneus var. alba |
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Coen, 1933 Dalmatia, (Yugoslavia) |
[AZFC N. 547-19] |
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Conus mediterraneus var. albina |
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varietà ex colore (3) |
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Pallary, 1904 Golfe de Gabes, Tunisia
Isola dei Conigli, Porto Cesareo (11) |
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Conus mediterraneus var. alticonica mm. 25,3 x 12,0 Pliocene – Pietrafitta [AZFC N. 198-06] |
v. ater |
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Conus mediterraneus var. amigus |
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De Gregorio, 1885 |
[AZRC N. 547-16] |
Boll. Soc. malac. ital. 11: p. 95, not figured
Simile al tipo però coi giri della spira ornati da due strie spirali marcate.
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Conus mediterraneus var. arenaria |
Monterosato, 1917
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Un solo da Bu-Kemmàsc ben conservato, ma senza colorazione che, confronta con numerosi esemplari della spiaggia di Lampedusa. Alcuni di questi mostrano delle macchiette grigie e l’interno ceruleo, e non mancano della fascia caratteristica. Appartiene alle spiaggie arenose dove si presenta sotto molteplici forme. |
Località: Tripolitania (3) Dal latino: arena = sabbia
v. Conus vayssieri Conchology ??? |
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Conus mediterraneus var. ater |
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Philippi, 1836 |
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varietà ex colore (3), caratterizzata dal colore scuro e dalla spirale elevata, forse dovute allo sviluppo in acque basse (11). In realtà, sembra che il colorito scuro sia dovuto ad un rivestimento microfitico (14a). Non è escluso che le condizioni ambientali aleatorie favoriscano l’arresto della forma giovanile, che si mantiene anche nella forma adulta (14a). La conchiglia è meno robusta, affusolata, di colore nero o marrone, nero-violaceo, può presentare striature e macule pallide (14). Forme analoghe alla ater sono state dragate anche a Taranto(14a). |
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Conus mediterraneus var. ater major |
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Settepassi, 1967 |
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Conus mediterraneus ater mm. 67 (13)(14) Esemplare vivo pescato a Napoli. |
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[AZRC N. 547-25] |
varietà ex colore (3)
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Conus mediterraneus var. carinata |
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varietà ex forma (3) (12) |
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Conus mediterraneus var. castanea |
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Coen, 1933 |
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Conus mediterraneus var. debilis |
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Boll. Soc. zool. ital. 3 (4): p. 26, pl. 1, fig. 25. mm. 30 x 14 v. varietà ater - Località: Tripolitania (3)
Due piccoli esemplari tenui e mal conservati del l'ondo salmastro o algoide di Bu-Kemmàsc. Simili si rinvengono nei Pantani del Faro a Messina e furono descritti e figurati da Philippi (I, tav. XII, f. 20-21) col nome di ater, a spira elevata e più grandi.
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Conus mediterraneus var. elongata |
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Boll. Soc. zool. ital. 3 (4): p. 26, pl. 1, fig. 25 |
varietà ex forma (3) (12)
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(20) |
Lectotype (C, M & W) in IRSN, (23.2 x 10.1 mm) |
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Conus mediterraneus var. emisus |
Lectotype – Sicilia
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De Gregorio, 1885
not figured
Lectotype (C, M & W) in ZMB, (32.4 x 17.5 mm). |
[AZRC 547-00] |
Sicilia Dal latino: emisus = rinunciò
Boll. Soc. malac. ital. 11, pag.112:
Conus ponderosus [AZFC 212-00] |
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Conus mediterraneus var. endorus |
Foto di Andrea Nappo |
De Gregorio, 1885 |
[AZFC 453-01] Conus ottiliae |
Boll. Soc. malac. ital. 11: p. 95, not figured
Altra interessante varietà del Conus mediterraneus come la precedente (steppus), dalla quale differisce per l’ultimo giro anteriormente un po’ bislungo e posteriormente meno angolato, e per la spira un po’ più prominente; la colorazione è identica. Più che a ogni altro assomiglia al Conus ottiliae, da cui differisce per la mancanza delle crenulazioni spirali, e per l’apertura un pochino più larga (ciò può però dipendere dall’esser il labbro esterno logoro nell’esemplare austriaco). .. I primi giri sono spiralmente striati |
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Conus mediterraneus var. exilis |
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Gaglini in Settepassi, 1985 (9) |
883704 Coneshell 38,8 mm. Ghar el Melh (Tunisia) |
p. 7, pl. 14 ATLANTE
MALACOLOGICO MOLLUSCHI MARINI VIVENTI NEL MEDITERRANEO Il 3° volume dell'ATLANTE MALACOLOGICO è composto da 252 pagine con 90 tavole, in bianco e nero e a colori, con oltre 1000 riproduzioni di conchiglie mediterranee. Comprende i seguenti generi: Astraea, Homalopoma, Lamellaria, Erato, Pseudosimnia, Simnia, Natica, Sinum, Queyula, Columbella, Anachis, Fasciolaria, Fusinus, Cancellaria, Conus, Lepidopleurus, Hanleya, Ischnochiton, Lepidochitona, Callochiton, Chiton, Acanthochitona, con descrizioni e riproduzioni delle maggiori varietà e forme fino ad oggi descritte. |
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Conus mediterraneus var. fasciata |
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Requien, 1848 |
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Corsica |
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Conus mediterraneus var. flammulata |
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varietà ex colore (3)
Esempio di colorazione in un esemplare della varietà carinata. |
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Conus mediterraneus var. flavescens |
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Coen, 1933 |
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cited as a synonym of C. pallida Bucquoy, Dautzenberg & Dollfus, 1882
flavescens = giallognolo
48 mm. Porto Cesareo Coneshell 894342 |
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[AZRC N. 547-24] |
varietà ex colore (3) Le sfumature sono di colore molto più scuro. Barbary, (North Africa)
Esempio di colorazione in un esemplare della varietà elongata: fig.14 Tav. XIII |
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Conus mediterraneus var. imelus |
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De Gregorio, 1885 |
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Boll. Soc. malac. ital. 11: p. 95, not figured
Interessante varietà del Conus mediterraneus vivente, che rientra e s’innesta nel fuscocingulatus specialmente con la var. angus. Differisce dalla fig. di Hoernes e Auinger (tav. I, f.13) per l’ultimo giro assai più angolato posteriormente. Del resto per la forma è identica; la colorazione e la scultura però sono diverse. Ancor più si assomiglia al C. striatulus BROCCHI, di cui dirò appresso e si può anzi considerare come un facies vivente della stessa forma. Si distingue facilmente per lo sviluppo particolare della spira, che è brevissima ricacciata in dentro, coi primi giri sporgenti in una piccola protuberanza conica submucronulata. Si mantiene sempre di piccole dimensioni, almeno che io sappia. |
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(20) |
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Conus mediterraneus var. insolitus |
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Monterosato Gaglini in Settepassi, 1985 (9) |
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Atl. Malac. Moll. Marin. 3: p. 8, not figured. |
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Conus mediterraneus var. interrupta |
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Coen, 1933 |
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La var. interrupta ha “linee decorrenti articolate che presentano regolari interruzioni ben apparenti, che danno alla superficie un particolare aspetto teniato” (3). |
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Gaglini in Settepassi, 1985 (9) |
[AZRC 547-00] |
Napoli |
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[AZRC 547-11] – Sardegna |
varietà ex colore (3) Barbary, (North Africa)
Di colore giallo dorato uniforme, con una zona appena distinta verso metà dell’ultimo giro. |
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Golfo di Gabes – Tunisia – 21 mm. |
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[AZRC 547-27] |
varietà ex forma (3)
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[L’immagine di sinistra è la medesima che ho riportato come Conus marmoratus e noeformis] |
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Conus mediterraneus var. mamillatus |
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Monterosato Gaglini in Settepassi, 1985 (9) |
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Sfax, (Tunisia), Tripoli, (Libia) ATLANTE
MALACOLOGICO MOLLUSCHI MARINI VIVENTI NEL MEDITERRANEO Il 3° volume dell'ATLANTE MALACOLOGICO è composto da 252 pagine con 90 tavole, in bianco e nero e a colori, con oltre 1000 riproduzioni di conchiglie mediterranee. Comprende i seguenti generi: Astraea, Homalopoma, Lamellaria, Erato, Pseudosimnia, Simnia, Natica, Sinum, Queyula, Columbella, Anachis, Fasciolaria, Fusinus, Cancellaria, Conus, Lepidopleurus, Hanleya, Ischnochiton, Lepidochitona, Callochiton, Chiton, Acanthochitona, con descrizioni e riproduzioni delle maggiori varietà e forme fino ad oggi descritte. |
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Conus mediterraneus var. marmorata |
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Requien, 1848 |
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Corsica |
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Conus mediterraneus var. meridionalis |
C. m. meridionalis (11) |
Giorgianni, 1996 |
Conus canaliculatus mm. 21,5 [AZFC 245-00] |
Conus di altezza 73 mm. Proveniente dall’Africa settentrionale (13)(14).
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C. m. meridionalis (13) |
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Conus mediterraneus var. minor |
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varietà ex forma (3) (12). Il nome deriva dalle piccole dimensioni. |
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Conus mediterraneus noeformis |
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Monterosato, 1923 |
[AZRC 547-27] |
Cirenaica, Libia
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[L’immagine è la medesima che ho riportato come Conus marmoratus e var. major] |
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Conus mediterraneus var. oblonga |
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varietà ex forma (3) (12)
La spira è breve e l’ultimo giro è regolarmente conico, non turgido.
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(20) |
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Conus mediterraneus var. obtusa |
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Requien, 1848 |
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Corsica
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Conus mediterraneus var. ossea |
Natura del Mediterraneo |
Monterosato, 1917 |
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El Kantara, Tunisia
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Conus mediterraneus var. pallida |
[AZRC 547-28] |
varietà ex colore (3) (12) |
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Conus mediterraneus var. perfectus |
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Monterosato Gaglini in Settepassi, 1985 (9) |
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Conus mediterraneus var. pretunculus |
[AZRC 547-29] |
[AZRC 547-26] |
Località: Sidi Abdul Gelil, Tripoli Tripolitania (3) Le linee alla base sono incise
È una forma consimile vivente negli scogli. Due esemplari di Tripoli e di Sidi Abdul Gelil (Zanzur). Sempre piccolo e di scogli littorali.
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Conus mediterraneus var. rubens |
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varietà ex colore (3) (12)
La colorazione è rosso vermiglio uniforme, con una riga bianca a metà dell’ultimo giro. Erroneamente, della descrizione della fig. il nome è riportato come rubescens. |
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Conus mediterraneus var. rufatra |
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De Gregorio, 1885 |
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Boll. Soc. malac. ital. 11: p. 103 e 105
E’ di un colore sordo, con un fondo di colore giallo rossastro, che tende a farsi scuro seppia.
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Conus mediterraneus var. scalare |
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mm. 6 J. Conch. Paris, 58: p. 209, pl. 10, fig. 9 |
Dautzenberg, 1911 Nord Africa |
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Conus mediterraneus var. spirata |
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Monterosato, 1917 |
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Giornale di Scienze Naturali ed Economiche 13: 61-115
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De Gregorio, 1885 |
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Barbary, (North Africa)
Varietà transitoria tra la var. imelus e la var. endorus. Ha la spira più prominente della imelus, l’ultimo giro meno angolato di essa, ma più angolato che nella endorus. Avverto che i giri di questa sembrano molto angolati e credutali, mentre ciò non è che un effetto di luce prodotto dalle macchie bianche.
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Conus mediterraneus var. subconcolor |
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Requien, 1848 |
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Corsica |
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Conus mediterraneus var. subviridis |
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De Gregorio, 1885 |
[AZRC 547-27] Pantelleria |
Barbary, (North Africa)
Boll.Soc.Mal.Ita. n. 11 1885 pag. 107
Di colore verdastro chiaro. |
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Conus mediterraneus var. trunculus
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Illustrazione (17) mm. 33,5 |
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È
una forma abbastanza tozza costante in vari punti del
Mediterraneo, così distinta che se fosse fossile,
cioè mancante della colorazione, ch’è una buona guida |
(3) Journal del conchyliologie,47: 397-401. Il Conus trunculus è corto, pesante, spesso e possiede un altro sistema di colorazione rispetto al Conus galloprovincialis (Spiaggia di Kerinia, Feb. 1899 Cipro).
Illustrazione (17) |
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Conus curtus
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Conus curtus Linari – Pliocene Medio
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[E’ più stretto]
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Conus curtus (Erunal-Erentoz, 1958) - Samandag Ilçesi - Mutayran Köy – Turchia
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De Gregorio |
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Conus mediterraneus var. imelus (De Gregorio, 1885) |
(20) |
Hoernes & Auinger Tav.I fig.13 |
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Boll. Soc. malac. ital. 11: p. 95, not figured
Interessante varietà del Conus mediterraneus vivente, che rientra e s’innesta nel fuscocingulatus specialmente con la var. angus. Differisce dalla fig. di Hoernes e Auinger (tav. I, f.13) per l’ultimo giro assai più angolato posteriormente. Del resto per la forma è identica; la colorazione e la scultura però sono diverse. Ancor più si assomiglia al C. striatulus BROCCHI, di cui dirò appresso e si può anzi considerare come un facies vivente della stessa forma. Si distingue facilmente per lo sviluppo particolare della spira, che è brevissima ricacciata in dentro, coi primi giri sporgenti in una piccola protuberanza conica submucronulata. Si mantiene sempre di piccole dimensioni, almeno che io sappia. |
Conus mediterraneus var. steppus (De Gregorio, 1885) |
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Barbary, (North Africa)
Varietà transitoria tra la var. imelus e la var. endorus. Ha la spira più prominente della imelus, l’ultimo giro meno angolato di essa, ma più angolato che nella endorus. Avverto che i giri di questa sembrano molto angolati e credutali, mentre ciò non è che un effetto di luce prodotto dalle macchie bianche. |
Conus mediterraneus var. endorus (De Gregorio, 1885) |
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Boll. Soc. malac. ital. 11: p. 95, not figured
Altra interessante varietà del Conus mediterraneus come la precedente (steppus), dalla quale differisce per l’ultimo giro anteriormente un po’ bislungo e posteriormente meno angolato, e per la spira un po’ più prominente; la colorazione è identica. Più che a ogni altro assomiglia al Conus ottiliae, da cui differisce per la mancanza delle crenulazioni spirali, e per l’apertura un pochino più larga (ciò può però dipendere dall’esser il labbro esterno logoro nell’esemplare austriaco). .. I primi giri sono spiralmente striati |
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Conus vicinus (De Gregorio, 1820) |
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Molto simile al Conus ventricosus, ma con la spira più alta e nel complesso più affusolato.
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Nardo, 1847
In questi disegni, la fascia bianca disegnata a metà dell’ultimo giro è rappresentata con un’inclinazione eccessiva; anche la base sembra disegnata con un’inclinazione innaturale. (25) |
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Conus adriaticus Sinon. Moderna, pt. 2: p. 39/40, sp. 3, figs 505 - 506 |
Conus amazonicus Sinon. Moderna, pt. 2: p. 41/42, sp. 8, figs. 515 - 516 |
Conus chersoideus Sp.10, f. 519 (21) |
Conus clodianus Sinon. Moderna, pt. 2: p. 41/42, sp. 12, fig. 521 |
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Conus cretheus Sinon. Moderna, pt. 2: p. 41/42, sp. 5, figs 509 - 510 |
Conus epaphus Sp.13, f. 522 |
Conus herillus Sinon. Moderna, pt. 2: p. 41/42, sp. 11, fig. 520 |
Conus istriensis Sinon. Moderna, pt. 2: p. 41/42, sp. 9, figs 517 - 518 |
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Conus pallans Sinon. Moderna, pt. 2: p. 39/40, sp. 1, figs 501 - 502 |
Conus phegeus Sinon. Moderna, pt. 2: p. 41/42, sp. 6, figs 511 - 512. |
Conus thuscus Sinon. Moderna, pt. 2: p. 39/40, sp. 2, figs 503 - 504 |
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Conus mediterraneus var. carinata mm. 20,4 Djerba (Tunisia) - 2005 [Conchology 303544] |
Conus (Chelyconus) mediterraneus var. franciscanus (Hwass in Bruguiere, 1792)
Conus (Lautoconus) guinaicus var. franciscanus
La varietà è caratterizzata dalla presenza al sommo dei giri di una fascia chiara. Per quanto riguarda la varietà attuale,più panciuta di quella fossile, nel 1937 Coen indicava Conus mediterraneus (Hwass in Bruguiere, 1792) = Conus ignobilis (Olivi, 1792) var. franciscanus (Lamarck).
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Conus franciscanus Lectotype MHNG 1106/74/1 mm. 55,0 x 30,5
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Conus franciscanus (Natura del mediterraneo) |
Conus franciscanus (Natura del mediterraneo) |
Confronto con specie fossili simili:
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Conus mediterraneus var. franciscanus mm. 30,6 x 17,5 Pliocene – Pietrafitta [AZFC N. 247-17] |
Conus mediterraneus var. franciscanus mm. 22,5 x 12,6 luglio 1975 – Alghero (Sardegna) piaggiato [AZRC N. 547-02] |
Conus felitae (Rolan, 1990) |
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Conus (Africonus) felitae (Rolán, 1990) Live Taken w/op.; 13.4 mm Cape Verde Islands, Sal, Baia da Murdeira ; Scuba Diving at 3-5m. ; November 2012 |
Conus infinitus () |
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Conus infinitus Cape Verde
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Conus tacomae (Boyer & Pelorce, 2009) |
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Nel 2009 è stato descritto il Conus tacomae (Boyer & Pelorce), proveniente dal Senegal, assai simile al Conus mediterraneus (5). |
Sistematica
Dominio |
EUCARYOTA |
Whittaker & Margulis,1978 |
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Regno |
Animalia |
Linnaeus, 1758 |
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Sottoregno |
Bilateralia |
(Hatschek, 1888) Cavalier-Smith, 1983 |
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Ramo |
Protostomia |
Grobben, 1908 |
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Infraregno |
Lophotrochozoa |
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Superphilum |
Eutrochozoa |
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Philum |
Mollusca |
(Linnaeus, 1758) Cuvier, 1795 |
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Classe |
GASTROPODA |
Cuvier, 1797 |
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Sottoclasse |
ORTHOGASTROPODA |
Ponder & Lindberg, 1997 |
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Superordine |
CAENOGASTROPODA |
Cox, 1970 |
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Sinonimo |
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MESOGASTROPODA |
Thiele, 1925 |
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Ordine |
SORBEOCONCHA |
Ponder & Lindberg, 1997 |
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Sottordine |
HYPSOGASTROPODA |
Ponder & Lindberg, 1997 |
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Infraordine |
NEOGASTROPODA |
Thiele, 1929 |
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Sinonimo |
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STENOGLOSSA |
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Superfamiglia |
CONOIDEA |
Rafinesque, 1815 |
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Famiglia |
CONIDAE |
Linnaeus, 1758 |
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Genere |
Conus |
Linnaeus, 1758 |
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Sottogenere |
Chelyconus |
Mörch, 1852 |
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Bibliografia Consultata
(2) - Carlo Chirli (1997) “Malacofauna pliocenica toscana - vol. I - Superfamiglia Conoidea”, Firenze
(6) - Nardo (1847) “Sinonimia moderna delle specie …dell’Abate Stefano Chiereghini”
(7) - Locard (1899) “Les Coquilles marines des cotes de Corse“
(10) - World Register of Marine Species – Conus mediterraneus
(11) - P. Parenzan (1976) “Fauna Malacologica dei laghi di Ganzirri e del Faro (Messina)”
(12) - Bucquoy, Dautzemberg, Dollfus “Les Mollusques Marins du Roussillon“
(12) - Bucquoy, Dautzemberg, Dollfus “Les Mollusques Marins du Roussillon
(17) - http://www.museodizoologia.it/conservazione/collezioni/collezioni-malacologiche
(18) - Giovanni Nikiforos "Fauna del Mediterraneo"
(19) - Manual of conchology, structural and systematic, with illustrations of the species
(20) - Kobelt (1906) “Iconographie Schalentragenden Europaischen Meeres Conchylien, 4”
(21) - Stefano Chiereghini “Descrizione de' crostacei, de' testacei e de' pesci che abitano le lagune e golfo veneto, rappresentati in figure a chiaro-scuro ed a colori”
(22) - Pereira Da Costa - Mollusques tertiaires du Portugal : planches de céphalopodes, gastéropodes et pélécypodes laissées
(24) - Giuseppe Bonomolo, Walter Renda & Salvatore Ventimiglia – “Osservazioni sulla conchiglia dell’Hexaplex (Trunculariopsis) trunculus (L., 1758) di Lago Faro” - Notiziario S.I.M. 26 (9-12) pp. 13-15 set.-dic. 2008 dicembre 2008
(28) - Abalde S., Crocetta F., Tenorio M. J., D’Aniello S., Fassio G., Rodríguez-Flores P. C., Uribe J. E., Afonso C. M. L., Oliverio M. & Zardoya R. 2023. — Hidden species diversity and mito-nuclear discordance within the Mediterranean cone snail, Lautoconus ventricosus. Molecular Phylogenetics and Evolution 186: 107838. https://doi.org/10.1016/j.ympev.2023.107838