Conus (Chelyconus) striatulus subvar. cingulellatula (Sacco, 1893)
Conus (Chelyconus) striatulus var. ocreocingulellata (Sacco, 1893)
Conus papillifer (Mayer-Eymar, 1903)
Descrizione e caratteristiche:
Questo fossile è illustrato nella Tav. IX alla fig.31 (1): “In regione ventrali infera anfractuum, cingulelli transversi conspiciuntur”. E’ una conchiglia di piccole dimensioni: gli esemplari fossili che ho visto vanno da 7,3 a 17,8 mm., e anche gli esemplari recenti sono di piccole dimensioni
La base presenta numerosi solchi in rilievo mentre nella rimanente parte dell’ultimo giro sono visibili striature più distanziate, in corrispondenza delle quali, a volte, si notano linee di colore marroncino (var. ocreocingulellata). Le spire sono leggermente concave. L’apertura è abbastanza stretta ed il labbro è parallelo.
Le linee di accrescimento visibili sulle spire formano un arco molto pronunciato sia nella specie fossile, sia nella specie attuale. Sia nella specie fossile sia nella specie attuale, le spire sono ornate con 2 – 3 linee spirali incise. La colorazione dell’ultimo giro nella specie recente è formata da due fasce di color arancione separate da una zona sfumata di colore bianco, contornata da macchie di colore marrone. La spira è di colore bianco, compresa la spalla; sulla spira sono inoltre presenti macchie radiali di colore marrone che seguono l’andamento delle linee di crescita.
Nella specie attuale, la colorazione interna del labbro è differente da quella tipica del Conus mediterraneus. Rispetto al Conus mediterraneus, è facilmente distinguibile per il maggior numero di spire, per la notevole diversità della protoconca,e per la forma delle linee di accrescimento sulle spire, che nel Conus mediterraneus sono meno arcuate. Le fotografie con la vista dall’alto mostrano una sagoma pressoché identica tra il Conus striatulus fossile e il Conus striatulus recente.
Per quanto riguarda il Conus papillifer, la somiglianza con il Conus striatulus era già stata notata, ma in Mayer-Eymar si faceva notare la presenza di un apice molto prominente, non presente nel Conus striatulus. Forse non erano noti gli esemplari illustrati da Sacco nel 1893, dieci anni prima.
Distribuzione:
Rara nel Tortoniano in Piemonte (Stazzano).
Rara nell’Astiano in provincia di Asti.
Nel Pliocene in Emilia Romagna.
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|||
|
|
|
||
Esemplari di Conus striatulus fossili
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Confronto tra le spire
|
||
|
|
|
|
|
|
Confronto delle viste dall’alto |
|
|
|
|
|
Confronto con il Conus mediterraneus
|
||
|
|
|
|
|
|
Bibliografia
Consultata