Conus (Lithoconus) virginalis (Brocchi, 1814)
Conus rheginus (Seguenza, 1880)
Descrizione e caratteristiche:
8. CONUS virginalis: nob. (tav. II, fig. 10). (3)
Testa conica, spira planiuscula, apice elevato, acuminato, anfractubus circinnatim striatis, basi sulcata.
Fossile nel Piacentino
Conosco due coni che si potrebbero ragguagliare a questo, il Conus virgo, e l'eburneus di Bruguière, ma esso è diverso dall'uno e dall'altro. Quest'ultimo, di cui si ha un'ottima figura nella Conchiologia di Knorr, Vergnugen des augen, part. 1, tav. 17, fig. 4, riferita da Gmelin al conus glaucus insieme con molte altre che non gli appartengono, ha la spira quasi spianata ed acuminata nel centro; magli anfratti non sono forniti che di una o due strie circolari, quando nel nostro se ne contano quattro ben distinte, ed è inoltre men dilatato superiormente che il conus eburneus (3).
La rassomiglianza col conus virgo è maggiore rispetto alla forma ed alla struttura della spira; ma in questo gli anfratti sono interamente contigui, e non formano nessun risalto gli uni sugli altri, e la superficie della conchiglia è trasversalmente segnata da linee rilevate di disuguale grossezza, segnatamente verso la base. All'incontro il cono che descriviamo è liscio e solo solcato nell'estremità inferiore; gli anfratti sono separati fra loro da un leggiero risalto, ed il più esterno è orlato all'incominciamento della spira da un filetto prominente, Lunghezza lin. 17, Larghezza lin. 9 (3)
Si tratta di una conchiglia di dimensioni medio-piccole: Sacco indica una altezza compresa tra 14 e 50 mm. Le spire sono pianeggianti e l’apice è appuntito. La base è solcata e l’apertura è larga(2).
Sacco ne riporta una varietà che indica come Conus virginalis var. conicoligustica che presenta, nella parte esterna della regione spirale, delle ondulazioni e pseudotubercolosità che a volte diventano assai spiccate(1). Il Conus virginalis è indicato dal Grateloup come una varietà del Conus tarbellianus, che però è una specie del Miocene. Di seguito elenco le varietà note:
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Si ricordano in particolare:
· Conus virginalis subvar. postus (De Gregorio, 1885), caratterizzato da un apice più eretto, giri posteriormente alquanto concavi ed ornati da 4 strie spirali (5);
· Conus virginalis subvar. elgus (De Gregorio, 1885), caratterizzato da un apice ancora più eretto e dai primi giri subcrenulati (5); per Sacco potrebbe corrispondere al Conus mercati var. caroli;
· Conus rheginus (Sequenza, 1880). L’ultimo giro ha una forma esattamente conica, la spira è bassissima e prominente al centro. L’ultimo giro è meno angoloso di quello del C. virginalis e tutta la superficie è striata da linee spirali, più pronunciate nella parte anteriore (6).
Sempre Sacco ha definito una specie in apparenza molto simile alla varietà planulatospira: il Conus avellana var. pseudoplanata (Sacco, 1893), il cui disegno è riportato per confronto(1).
Distribuzione:
E’ presente nel Pliocene in Piemonte, Emilia, Umbria, Sicilia. Si trova anche nel Miocene: Italia.
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Confronto: Conus cf. virginalis – Conus antoniomonteiroi
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Confronto: Conus virginalis – Conus verdensis
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Bibliografia
Consultata
(2) - Carlo Chirli (1997) “Malacofauna pliocenica toscana - vol. I - Superfamiglia Conoidea”, Firenze