Conus pereirae (De Gregorio, 1885)
Var. Pereirae De GREG.
Ad Altavilla si rinviene in belli esemplari somiglianti alla fig. 6 in M. Hòrn., però con la spira più sviluppata, e di una dimensione quasi uguale a quella dell'esemplare dei signori R. Hoernes e Auinger (T.6, F.5). Somigliano, anzi s'identificano con gli esemplari di Pereira Da Costa (Moll. Port. t. 4, f. 1 Conus clavatus LAMARK), che non possono chiamarsi col nome di Lamark, e che corrispondono alle figure di M. Hornes (Moll. Wien t. 2, f. 5 tantum). È impossibile distinguere le due forme, e non posso che considerare la detta figura di Pereira Da Costa, che quale var. Pereirae della specie di Bronn, o per meglio dire varietà del mediterraneus della sezione franciscanus. Riferisco alla stessa varietà Pereirae il C. Mercati (M. Horn. partim cioè t. 2, f. 3) essendo minime le differenze. Esaminando i miei esemplari posso inoltre distinguere quattro sottovarietà e un'anomalia:
sottovarietà afinus identica al tipo Pereirae con i giri della spira ornati di strie spirali;
endippus con l’ultimo giro ornato anteriormente di poche strie (tre o quattro) profonde lontane l’una dall'altra, equidistanti;
operus con una piccola doccia all’ estremità del l'angolo posteriore dell'apertura.
L'’anomalia
o mostruosità consiste in ciò, che nell'ultima parte dell'ultimo
giro la sutura posteriore si avanza di un tratto, restringendo
l’anfratto e lasciando una fenditura profonda interposta
nell'angolo posteriore. Ciò io credo dipende non da frattura, perchè
il margine dell’ antico labro è intero, ma da qualche altra causa
perturbante lo sviluppo della conchiglia.
Loc. Vivente nel
Mediterraneo (sotto var. empismus, con l'apertura
anteriormente un po’ più larga facendosi più esile il lato
columellare) Barra, Palermo, anche nella zona delle spugne di
Barberia; — Postpliocene a Sferracavallo presso Palermo; —-
Pliocene ad Altavilla; — Postpliocene? in Sardegna
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Bibliografia