Conus (Chelyconus) enzesfeldensis (Hoernes & Auinger, 1879)
Diese Form, hinsichtlich welcher wir an die Schilderung bei M. Hoernes nur wenige Bemerkungen zu knüpfen haben, stimmt mit den italienischen Typen des Conus raristriatus Bellardi et Michelotti (Mem. d. reale Acad. di Torino, Ser. II, Tom. III, pag. 253, Tab. V, Fig. 8, 9) durchaus nicht überein. Der echte Conus raristriatus gehört sogar in ein anderes Subgenus als jene Form des Wiener Beckens, die bis nun mit demselben identificirt wurde. Die italienische Type zeichnet sich ebenso durch eine sehr enge, wie unsere Form durch eine ziemlich weite Mündung aus. Bellardi und Michelotti bemerken von ihrem Conus raristriatus:Una delle cose piu degne di osservazione in questa specie si è la ristrettezza dell' apertura, la quale è molto minore del guscio istesso della conchiglia." - Weitere Unterschiede liegen in der Form des Gewindes. Der italienische Conus raristriatus besitzt ebene Umgänge, während dieselben an den Exemplaren des Wiener Beckens, die bisher für Conus raristriatus gehalten wurden, gewölbt sind; es ist ferner die Spitze am Gewinde der letzteren stark vorgezogen, wodurch die Gestalt der Spira sich jener nähert, die an Conus avellana und Conus Noe wahrgenommen werden kann. Endlich ist auch die Färbung, auf welche M. Hoernes bei der Identificirung der beiden Formen das Hauptgewicht legte, eine verschiedene, indem die italienische Type ununterbrochene braune Querlinien besitzt, während bei der Form des Wiener Beckens die gelbbraunen Querstreifen durch weisse Flecken unterbrochen und in längliche Flecken aufgelöst sind, die nur selten zusammenfliessen und auch am Gewinde auftreten.
Wir sehen uns daher gezwungen, die von M. Hoernes angenommene Identität der beiden Formen in Abrede zu stellen, und schlagen für die Wiener Type den Namen Conus Enzesfeldensis vor, da an dieser Localität die ehemals für Conus raristriatus gehaltene Form am häufigsten und fast stets mit noch erhaltener charakteristischer Farbenzeichnung auftritt.
Conus fuscocingulatus Bronn., den sein Autor selbst zu Gunsten des Conus raristriatus Bell. Michti. einziehen wollte, ist sowohl von der italienischen Art selbst, als von der nunmehr unter dem Namen Conus Enzesfeldensis von dieser abgetrennten Form verschieden und leicht durch seine niedrige Spira, sowie durch seine aus ununterbrochenen feinen Querlinien bestehende Farbenzeichnung zu unterscheiden.
Hinsichtlich des jedenfalls zu Lithoconus gehörigen Conus raristriatus Bell. et Michti. sei übrigens auf die Wahrscheinlichkeit hingewiesen, dass diese Art, die sich durch überaus verengte Oeffnung des Gehäuses auszeichnet, auf einem ungewöhnlich missbildeten Exemplare beruhe. Nach brieflichen Mittheilungen, welche wir Herrn Professor Bellardi verdanken, ist demselben bis nun aus den italienischen Tertiär-Ablagerungen nur das einzige Originalexemplar bekannt geworden, was mit der oben geäusserten Vermuthung wohl übereinstimmt.
Es liegen uns Exemplare des Conus Enzesfeldensis von folgenden Fundorten vor: Enzesfeld (8), Steinabrunn (1), Pötzleinsdorf (2), Gainfahrn (5), Szobb bei Gran (1), Nemesest (1), Lapugy (2), Kostej (2), Bujtur (1);- fast alle mit noch erhaltener Farbenzeichnung.
Das erwähnte Exemplar von Steinabrunn erreicht 86 Mm. Höhe bei 40 Mm. Breite.
Chelyconus vindobonensis tritt in den österreichisch-ungarischen Miocän-Ablagerungen äusserst häufig auf, wie die folgenden Zahlen darthun mögen, welche bei den einzelnen Fundorten die Anzahl der in der palaeontologischen Sammlung des k. k. Hof-Mineralien-Cabinets aufbewahrten Gehäuse anzeigen:
Gainfahrn (über 60), Steinabrunn (40), Pötzleinsdorf (10), Enzesfeld (8), Soos (2), Möllersdorf (10), Nicolsburg-Kienberg (25), Grussbach (10), Lissitz (10), Raussnitz (1), Jerutek (3), Niederleis (7), Pöls bei Wildon (16), Marz (2), Forchtenau (7), Lapugy (20), Kostej (1), Bujtur (6).
Questa forma, riguardo alla quale abbiamo solo pochi commenti da aggiungere alla descrizione di M. Hoernes, non corrisponde affatto ai tipi italiani del Conus raristriatus di Bellardi e Michelotti (Mem. d. reale Acad. di Torino, Ser. II, Tom. III, p. 253, Tab. V, Fig. 8, 9). Il vero Conus raristriatus appartiene addirittura a un sottogenere diverso dalla forma del Bacino di Vienna che finora gli è stata identificata. Il tipo italiano è caratterizzato da un'apertura molto stretta, proprio come la nostra forma è caratterizzata da un'apertura piuttosto ampia.
Bellardi e Michelotti annotano del loro Conus raristriatus: "Una delle caratteristiche più degne di nota in questa specie è la strettezza dell'apertura, che è molto più piccola dell'essenza della conchiglia". - Ulteriori differenze risiedono nella forma del giro. Il Conus raristriatus italiano ha giri piatti, mentre quelli degli esemplari del Bacino di Vienna, che in precedenza erano considerati Conus raristriatus, sono convessi; inoltre, l'apice del verticillo di quest'ultimo è fortemente sporgente, cosicché la forma della spira si avvicina a quella osservabile nel Conus avellana e Conus Noe. Infine, anche la colorazione, su cui M. Hoernes ha posto l'accento principale nell'identificazione delle due forme, è diversa, in quanto il tipo italiano presenta linee trasversali brune ininterrotte, mentre nella forma del Bacino di Vienna le strisce trasversali sono bruno-giallastre. Le strisce trasversali sono interrotte da macchie bianche e si dissolvono in macchie allungate, che solo raramente si fondono e si verificano anche sullo spiracolo. Siamo quindi costretti a respingere l'ipotesi di M. Hoernes sull'identità delle due forme e a proporre il nome Conus Enzesfeldensis per il tipo viennese, poiché la forma precedentemente considerata Conus raristriatus si trova più frequentemente in questa località e quasi sempre con la sua colorazione caratteristica ancora intatta.
Conus fuscocingulatus Bronn., che il suo stesso autore ha voluto sostituire a Conus raristriatus Bell. Michti., differisce sia dalla specie italiana stessa che dalla forma ora separata da essa con il nome di Conus Enzesfeldensis, ed è facilmente distinguibile per il suo spiracolo inferiore e la sua colorazione costituita da linee trasversali sottili e ininterrotte.
Per quanto riguarda Conus raristriatus Bell. et Michti., che appartiene certamente a Lithoconus, va notato che questa specie, caratterizzata da un'apertura della conchiglia estremamente ristretta, si basa su un esemplare insolitamente deforme. Secondo le lettere a cui dobbiamo il Professor Bellardi, finora gli è noto solo l'unico esemplare originale proveniente dai depositi terziari italiani, il che probabilmente concorda con l'ipotesi sopra espressa. Abbiamo esemplari di Conus enzesfeldensis dalle seguenti località: Enzesfeld (8), Steinabrunn (1), Pötzleinsdorf (2), Gainfahrn (5), Szobb vicino a Gran (1), Nemesest (1), Lapugy (2), Kostej (2), Bujtur (1); quasi tutti con colorazione conservata.
Il suddetto esemplare di Steinabrunn raggiunge 86 mm di altezza e 40 mm di larghezza.
Chelyconus vindobonensis si riscontra con estrema frequenza nei depositi del Miocene austro-ungarico, come possono mostrare le seguenti cifre, che indicano il numero di conchiglie conservate nella collezione paleontologica del Gabinetto dei Minerali della Corte Imperiale in ogni località di ritrovamento: Gainfahrn (oltre 60), Steinabrunn (40), Pötzleinsdorf (10), Enzesfeld (8), Soos (2), Möllersdorf (10), Nicolsburg-Kienberg (25), Grussbach (10), Lissitz (10), Raussnitz (1), Jerutek (3), Niederleis (7), Pöls presso Wildon (16), Marz (2), Forchtenau (7), Lapugy (20), Kostej (1), Bujtur (6).
Descrizione
e caratteristiche:
Per quanto riguarda questa specie, si devono annotare solamente poche osservazioni(1), in relazione al Conus raristriatus di Bellardi & Michelotti (1814). L’apertura del Conus raristriatus è molto stretta, mentre quella del Conus enzesfeldensis è più larga. Un’ulteriore differenza si riscontra nella forma dell’apice, più elevato nel Conus enzesfeldensis; inoltre, le spire sono piane nel Conus enzesfeldensis e concave nel Conus raristriatus.
La località del tipo del Conus enzesfeldensis (Hoernes & Auinger, 1879), che è considerato essere un sinonimo successivo del Conus subraristriatus, è Enzesfeld, in Austria, del Miocene (Badeniano).
Distribuzione:
Miocene, dintorni di Vienna.
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Bibliografia
Consultata